I buyer a Milano Moda Donna

Bottega Veneta e Prada mescolano grunge-glam-minimal e vincono

Come sottolineano i buyer internazionali intervistati a caldo da fashionmagazine.it, questa edizione di Milano Moda Donna si farà ricordare per le influenze grunge anni 90, il ritorno della pelle, la voglia di understatement e di daywear per tutte le occasioni. Le sfilate più menzionate sono quelle di Prada e di Bottega Veneta, ma i pareri positivi dei buyer riguardano anche Dolce&Gabbana, Max Mara e Marni

Roopal Patel
Saks Fifth Avenue
Fashion Director
Usa

«L'ultima collezione di Karl Lagerfeld per Fendi è stata bella e di grande impatto. Il film di Loïc Prigent è uno straordinario omaggio all'eredità lasciata da Lagerfeld a questa griffe. Penso che il concept di Moncler Genius sia veramente  "geniale", grazie alle collaborazioni di spicco con Pierpaolo Piccioli, Simone Rocha e Palm Angels. Alessandro Michele ha realizzato per Gucci una collezione eclettica, mischiando maschere, elementi sartoriali e punk: ritengo questo show il più spettacolare in assoluto, con gli "specchietti da discoteca" che hanno fatto apparire lo spettacolo multi-dimensionale. La collezione Anatomy of Romance di Prada ha rappresentato senza dubbio uno straordinario concentrato delle tendenze più importanti di questa stagione, tra cui l'utility, il militare e la fusione tra il femminile floreale e il maschile. Promosso Daniel Lee, che ha presentato una visione fresca e promettente di Bottega Veneta al suo debutto come direttore creativo. Che dire di Prada, le borse e gli accessori era semplicemente super, i migliori della fashion week. Infine, Gilda Ambrosio e Giorgia Tordini hanno consegnato a The Attico una collezione sexy e sensuale, con uno spettacolo ad alta energia. Tra i marchi emergenti sono stata conquistata da Carolina Castiglioni, che con il suo Plan C sta colmando un vuoto nella moda di oggi: una collezione che è l'emblema di quello che vuole indossare la donna moderna di oggi. Le tendenze più forti della stagione includono la giacca boxy, il tailoring minimalista, i look monocromatici, i nuovi neutri, il cammello. Ma citerei anche gli anni '80 e '90, il punk, la pelle, i foulard, le piume. Pizzi, pieghe, fiocchi, tulle, elementi metallici e il cocktail glam completano il quadro».


Linda Fargo

Senior vice president and women's fashion director
Bergdorf Goodman
Usa

«Tra le collezioni migliori della fashion week cito Max Mara, Agnona, Brunello Cucinelli, Bottega Veneta, che ho amato per la loro eleganza understatement e il minimalismo ultra moderno. Milano ha riportato al centro dell'attenzione l'eleganza ma senza nostalgia, con la cura e il savoir faire che caratterizzano il made in Italy. La collezione di Prada è stata perfetta e lo show ancora di più: ho amato i fiori e il mood da "Monster in love", per non parlare delle borse, indimenticabili. Ho trovato incantevole la presentazione di Alanui, merito anche della location. Tra i nomi nuovi stiamo tenendo d'occhio Plan C».


Ken Downing
Senior vice president and fashion director
Neiman Marcus
Usa

«Senza dubbio la collezione di Prada, che Miuccia ha chiamato Anatomy of Romance, è stata la mia preferita. Ho trovato tutto eccezionale: i riferimenti maschili al mondo militare, abbinati ai fiori e ai motivi tipicamente femminili, tutto contaminato dall'humor delle citazioni di Frankenstein e della sua sposa. Fendi mi è piaciuta per la sua semplicità e per il suo essere tremendamente chic, attenta al più piccolo dei dettagli: sono abiti che parlano alla perfezione delle donne che li indossano. Agnona si distingue per l'eleganza sobria e il minimalismo moderno con un soffio di Nirvana, che infonde uno spirito grunge anni '90 alla collezione. Mi è piaciuto Antonio Marras per l'energia eccentrica ed eclettica dei suoi abiti e soprattutto del suo show, probabilmente uno dei più spettacolari, con la showroom dello stilista trasformata nello studio del pittore Amedeo Modigliani. Bello e efficace anche il ritorno all'Eleganza di Dolce&Gabbana, per una collezione che era un po' arte, un po' teatro e 100% celebrazione della sartorialità made in Italy. Quanto ai trend della prossima stagione, il più forte sarà il ritorno al minimalismo. Tra i colori vinceranno i rossi intensi e poi fucsia, oliva, smeraldo e cammello. Sarà la stagione dei cappotti, delle cappe e degli stivali estremi, per quanto riguarda le calzature. Le piume saranno di gran lunga l'ornamento preferito. Quanto ai new name, non ho dubbi: Act N°1 e Gcds sono i marchi da tenere d'occhio».


Mario Grauso
President
Holt Renfrew
Canada

«Ho amato moltissimo Prada: del resto, sono un grande fan del marchio. Miuccia Prada ha sempre le idee più fresche e i punti di vista più creativi. Mercoledì della Famiglia Addams e la Sposa di Frankenstein sulla carta avrebbero potuto sembrare punti di riferimento orribili, e invece sono diventati il mix ideale di umorismo, proporzione e abilità. I capispalla militari sono l'outerwear migliore per proteggere le donne in un contesto urbano. Quanto agli abiti da cocktail con stampe floreali, applicazioni e pizzi, sono perfetti per attualizzare l’abbigliamento da sera. L'abilità di Miuccia nel mescolare il maschile e il femminile è stata la punta di diamante dello show: gli abiti da cocktail in tweed e plaid drappeggiati, costruiti come pezzi couture, mi hanno davvero impressionato. Gucci ha sempre il dono di portarmi nell'universo totalmente nuovo creato da Alessandro Michele e adorato dai suoi numerosi fan. Il suo viaggio stavolta era in un disco club, con luci e specchi e l'abbigliamento che andava di conseguenza. Ancora una volta Michele lo ha trasformato in realtà, attraverso look più tailoring e curati nei dettagli rispetto al passato. Ha inoltre aggiunto alcuni riferimenti sadomaso per tenere alta l’attenzione: punte metalliche, maschere e ginocchiere. Ho apprezzato il tweed e la pelle, così come gli stivali alti di raso. Ha sfilato un look bianco con decori dorati che era davvero il massimo. Passando a Bottega Veneta, si può dire che questo sia stato l'inizio di una grande storia d’amore del brand con Daniel Lee. Minimal ma anche tosta, la collezione non perde di vista il cliente core del marchio. Le donne di Lee sono più aggressive rispette a quelle disegnate da Tomas Maier, ma credo che soprattutto per le giovani la svolta sia interessante. Forse chi in passato sceglieva Celine troverà alcuni pezzi adatti al suo guardaroba. Le borse hanno un aspetto completamente nuovo, ma con l'artigianalità tipica della maison. Fendi è stata l'omaggio perfetto a Karl: gli alti colletti bianchi che ricordavano il suo classico guardaroba hanno suggellato la fine di una collaborazione durata oltre 30 anni. Davvero uno spettacolo toccante! Tra le novità cito Plan C: le sue proposte sono una nuova interpretazione di ciò che un tempo era l'universo Marni, ma visto da punto di vista di Carolina, ovvero dell'ultima generazione della famiglia che ha costruito il brand. Un guardaroba moderno, con un meraviglioso senso dell'umorismo e dei colori, silhouette esagerate, cappotti e maglie oversize. Lo inseriremo nei nostri negozi dal prossimo autunno.


Alla Verber
Vice president Mercury Group
Fashion director Tsum
Russia

«Una delle migliori fashion week degli ultimi tempi a Milano. Ho apprezzato in particolare Bottega Veneta: Daniel Lee è riuscito a coniugare la sua impronta stilistica, molto personale, con il dna del marchio e mi sembra un buon inizio. Menzione speciale a Dolce&Gabbana: è un marchio a cui sono affezionata, perché lo seguo e ci credo da ben 28 anni. Ho seguito tutta la sua evoluzione e trovo che lo show visto stavolta al Metropol sia uno dei più riusciti in assoluto. Poi un altro grande, Giorgio Armani: mi sono emozionata assistendo all'evento all'Armani Silos e la parola giusta per descrivere quello che ho provato è rispetto. Da applauso Fendi e da Gucci».


Riccardo Tortato
E-commerce fashion director
Tsum 
Russia

«Le collezioni che a questa tornata di sfilate hanno dimostrato un plus creativo ed emozionale sono tre: Versace, le cui sfilate hanno sempre un'energia unica, Gucci e Fendi. Se dovessi dare un voto alla fashion week sarebbe un 7: spererei qualcosa di più da Milano e dalla creatività italiana. Quanto alla tendenza vincente per la donna dell'autunno-inverno 2019/2020, mi piace vedere l'uso del colore soprattutto in contesti metropolitani. Per questo ho apprezzato tra gli accessori le calze colorate e ricamate, come quelle di Versace e Gucci». 
 

Ida Petersson
Womenswear e Menswear Buying Director
Browns
United Kingdom

«Mi sono piaciuti Bottega Veneta e Jil Sander come ambasciatori del nuovo minimalismo. In particolare, la prima collezione di Daniel Lee per il brand di Kering è stata fantastica: sicuramente uno degli highlight di stagione, almento per il momento. È presto per dirlo, ma credo le sue décolleté trapuntate faranno tendenza. Prada ha firmato finora i più bei cappotti della stagione e Moncler Genius ha saputo creare un interessante mix di designer, oltre a sperimentare un format immersivo: un modo fresco di presentare il prodotto, con un forte engagement, che spero possa essere di esempio ad altri marchi. Fendi ci ha regalato una collezione bella e un po' nostalgica, resa ancora più coinvolgente dal cortometraggio dedicato a Karl. Sul fronte accessori interessante il lavoro di Aquazzura, da sempre uno dei miei marchi preferiti. Più in generale, anche se il tailoring non costituisce certo una novità, il ritorno al minimalismo imprimerà sicuramente una svolta: i capi ben fatti, curati nei tagli e nella vestibilità sono un must».

 

Giulia Pizzato - Buying and merchandising director
Federica Montelli - Head of fashion
Rinascente
Italia

«La nostre collezioni preferite sono state GucciFendiMax MaraJil Sander e Bottega Veneta. Si tratta di conferme, molto ben centrate sul loro cliente di riferimento e con uno styling davvero azzeccato. Bottega Veneta era molto attesa e l'abbiamo trovata chic, nuova e di grande effetto. Una conferma è The Attico, un nome ormai apprezzato a livello internazionale e non più da considerarsi emergente. Ci è piaciuta anche Marni, che dopo qualche stagione di assestamento ha ora un dna preciso e differente dagli altri. Va detto che anche se i big brand hanno presentato ottime sfilate, nel complesso abbiamo riscontrato un'atmosfera sottotono. Per quanto riguarda gli accessori, convincenti Serapian e Valextra, entrambe realtà con una forte componente heritage e notevole cura nel realizzare borse timeless. Proprio gli accessori hanno regalato set up incisivi e scenografici alle loro presentazioni, vedi Bally con il percorso Winter-inspired sul Bernina Express, oppure Sergio Rossi, che ha portato a Milano una versione artistica della sua fabbrica. Le presentazioni stanno diventando sempre più instagrammabili! Ottimi spunti per lo scouting sono arrivati dalle Officine del Poggio e da Giaquinto. Tra i nuovi marchi e gli emergenti, bene Plan C, Brognano, Giuseppe di Morabito e Wandering. I trend di sicuro successo del prossimo autunno-inverno vedono sicuramente in pole position la pelle, che abbiamo ritrovato in tantissime collezioni. Più in generale, andrà forte un look cattivo. Infine, ci è piaciuto molto l'evento Moncler Genius: la collaborazione con Alyx e l'ormai nota liaison con Pierpaolo Piccioli sono state le proposte più interessanti. Pensiamo che aprire a un pubblico sempre più ampio ed essere inclusivi sia la strada giusta per disegnare il futuro della fashion week. La settimana del design ha insegnato a Milano cosa significhi proporre qualcosa in grado di coinvolgere tutta la città. Certo, con la moda è più difficile, ma crediamo che se le presentazioni fossero aperte anche al pubblico susciterebbero grande interesse».


Tiffany Hsu
Fashion buying director
Mytheresa.com
Germania

«Il mio show preferito è stato sicuramente quello di Bottega Veneta: la sfilata di debutto di Daniel Lee è stata così rinfrescante e diversa da quello che normalmente si vede a Milano. I biker boot che hanno sfilato saranno i veri must have della prossima stagione. Ma anche le borse sono bellissime e morbidissime. Prada mi è piaciuta molto. Quanto alla presentazione più divertente, anche questa stagione è stata quella di The Attico, che stavolta si è inventato l'Attico Club. Giorgia Tordini e Gilda Ambrosio sono due vere creative in tutto quello che fanno e adoro le loro collezioni. Alanui mi ha letteralmente travolta: il prodotto è ben fatto e divertente da indossare. Tutto è così colorato e forte, ma allo stesso tempo molto elegante. La tendenza su cui scommettere è certamente la pelle: si sono visti tantissimi look in total leather. Anche la prova di Gucci mi ha convinto: il marchio sta facendo la storia e nelle ultime collezioni ha fatto vedere un lato inedito. L'evento di Moncler Genius in sé è stato una grande esperienza. Tuttavia, il fatto che ci fossero tante collezioni presentate nello stesso momento mi ha costretto a tornare una seconda volta a vedere con attenzione tutte le proposte. Il format è davvero creativo, ma non so se potranno seguirlo in molti: la passerella crea un'atmosfera molto diversa e certe volte è importante vedere gli abiti in movimento».

Kenta Usui
Takashimaya Co.
Giappone

«Questa stagione le mie collezioni preferite sono state Fendi, Ferragamo e N°21. L'ultima sfilata disegnata da Karl Lagerfeld per Fendi, in particolare, mi ha veramente emozionato, grazie a look di un'eleganza unica, con il logo d'archivio in bella vista. In generale si è visto un ritorno a proposte più formali, dopo l'overdose di street. Ho apprezzato le giacche tailored e notato che lo stile minimal sta riconquistando posizioni, con colori di spicco come il bianco e il nero».


Silvano Vangi
Head womenswear buyer
Luisaviaroma.com
Italia

«Ho trovato una bella atmosfera in città. E rivedere trionfare in passerella il daywear, che non si vedeva da un po', mi ha fatto molto piacere. Che dire di Gucci, ormai è una garanzia, e - a giudicare da quello che ho visto - sono certo che le vendite saranno stratosferiche anche la prossima stagione. Ma il meglio di sé per me lo hanno dato Versace, Bottega Veneta e Max Mara. Il brand della Medusa è in grande ascesa, specie da quando ha deciso di riaprire il suo archivio. In questa sfilata si sono visti alcuni look decisamente femminili e very Gianni Versace, che non mancheranno di lasciare il segno commercialmente. Bottega Veneta ha decisamente colpito nel segno, ma già dalla pre-collezione avevo capito che Daniel Lee stava seguendo la strada giusta, che poi è quella di conquistare la clientela di Celine che si è sentita un po' tradita da Hedi Slimane. Direi che i primi risultati sono incoraggianti. Lo show di Max Mara è stato perfetto da molti punti di vista: il prodotto, l'immagine, la location. Etro ha trasmesso una gran voglia di cambiamento, e non parlo solo della location. Credo che sia iniziata per il brand una nuova fase, ma ci vorrà ancora un po' di tempo per percepire a pieno il cambiamento. Nella mia best list c'è anche The Attico, a ogni stagione il marchio dimostra di essere più maturo. Ormai commercialmente è una garanzia: abbiamo collaborato a un progetto e i risultati sono stati "wow". Da tenere d'occhio, tra i nomi nuovi, Albagìa, mentre al Fashion Hub della Camera Nazionale della Moda Italiana ho scoperto un brand che non conoscevo: Emma Rowen Rose, lavora da Alexandra Rich e mi pare davvero promettente».


Carmel Imelda Walsh
Art director
Modes
Italia 

«Prada è stata la mia collezione preferita, grazie alla forte presenza narrativa. Tra l'altro, il must have della stagione sarà probabilmente lo stivale da motociclista visto alla sfilata del brand. Ho trovato Versace giocoso e divertente, mentre Max Mara ha fatto rivivere in modo fantastico la vibe anni '80. Tra gli accessori una menzione speciale va a Jil Sander: sono una fan di quello che il marchio sta facendo in questa categoria di prodotto. Quanto ai giovani, seguiamo con grande attenzione Act N°1 e Rowen Rose. Tra gli eventi forti della fashion week spicca Moncler Genius: è stata un’esperienza davvero entusiasmante e interessante, che ha letteralmente ridefinito lo standard delle presentazioni. Anche il format della sfilata classica da passerella dovrebbe prendere esempio e cercare di creare esperienze più evocative. Infine i budget dell’autunno-inverno 2019/2020: penso proprio che saranno in crescita». 


Tiberio Pellegrinelli
Owner
Area Ti
Italia

«Una tornata di sfilate molto positiva: Milano si è confermata capitale mondiale della moda, anche perché il nuovo must sarà il vestire bene, da sempre la nostra specialità. La collezione emblema di questo ritorno all'eleganza e a una donna super chic è quella di Dolce&Gabbana, che ha costruito un guardaroba perfetto. Nelle scorse stagioni sulle passerelle aveva preso il sopravvento una sorta di anarchia, stava passando il messaggio che tutto stava bene a tutti. Ma non è così. Ho apprezzato tantissimo anche Bottega Veneta, perché in una sola stagione il nuovo stilista è riuscito a compere un rivoluzione senza snaturare il brand. Tutta la collezione di calzature di Prada è molto forte e destinata a un sicuro successo. Tra i brand più giovani scelgo Plan C e The Attico: in entrambi casi, più che di promesse si deve parlare di realtà ben avviate. Per quanto diversi tra loro, sono i simboli della nuova femminilità, più concettuale per Plan C e più sfrontata per The Attico, ma sempre di iperfemminilità si parla».


Yukiko Yuzawa

Owner
H.P.F
Giappone e Francia
«Per una realtà come la nostra,  interessata a scoprire nuovi talenti, venire a Milano è sempre più interessante. Mi hanno convinto le prove di designer emergenti come Act N°1 e Brognano, ma gli spunti in questi giorni sono stati davvero tanti, a cominciare da brand indipendenti come Melampo e Vìen. Tra i brand già noti scelgo Antonio Marras: il suo lavoro non ci delude mai».

Giampiero Molteni
Owner
Tessabit
Como - Italia

«Quella di Dolce&Gabbana è stata una sfilata straordinaria, all'insegna di un revival interpretato in chiave moderna, di grande ricchezza, in grado di esprimere il dna non solo siciliano ma italiano. Noi italiani siamo un popolo d'eccezione ed è un dovere rimarcarlo, anche con collezioni come questa. Tra gli emergenti segnalo la designer di Bogotà Laura Aparicio, che reinterpreta con le sue stampe atmosfere anni Trenta, ottenendo un risultato interessante e personale».


Olga Mironova
Owner
Boutique XXI secolo
Čeljabinsk - Russia

«Una bella fashion week. Ho visto molto gente vestita fashion in giro per le strade, tanti blogger e designer. Mi ha favorevolmente impressionato la sfilata di Dolce&Gabbana, ricca di proposte e idee: una collezione legata all'arte e alla storia italiana, che dimostra il grande lavoro e la bravura dei due stilisti. Segnalo le giacche di taglio maschile, gli abiti a fiori e di pizzo, i modelli neri di gusto "Sicilian" e le creazioni da principessa. Inoltre è stata la prima volta che ha sfilato in passerella la collezione da sposa. Ho apprezzato anche Blumarine, fresca e costruita bene: dai capi in colori chiari agli abiti in pizzo, dalle proposte leopardo alle creazioni con rose rosse stampate. Trovo indovinato il cambio di stile di Alberta Ferretti, che ha puntato su una donna più giovane e sensuale, con tanti completi per tutti giorni. Agnona, alla seconda sfilata, sta virando sempre più verso il fashion: ho visto completi molto carini e commerciali con bei colori (beige, marrone, grigio, blue). Decisamente elegante Giorgio Armani: dai pantaloni alle giacche di velluto, fino agli abiti ricamati, è stato lusso puro. Il Maestro è sempre all’altezza della situazione. In generale, secondo me il trend del prossimo inverno sarà la giacca: quasi in ogni sfilata ho visto una varietà di modelli, con tagli maschili all'insegna dell'eleganza. I look sono stati meno sportivi, quindi, perché si torna a essere un po' più chic. La borsa è sempre un accessorio importante e poi ho visto tante scarpe senza tacco o con il tacco molto grosso, mentre di sneaker ce n'erano un po' meno. Il nostro budget per il prossimo inverno diminuirà leggermente, a causa della situazione economica in Russia. Proprio per questo ci è difficile inserire brand nuovi, anche perché la clientela predilige le label già molto conosciute, di alto livello, e sarà difficile, almeno per il momento, portare in Russia qualcosa di inedito».


Esther Paquette
Buyer
Lyla
Montreal - Canada

«Ho apprezzato le collezioni che ho visto a Milano, all'insegna del colore e della creatività. In particolare mi sono piaciuti i cappotti con i dettagli in pelliccia, i mix di tessuti e le proposte più fashion. Direi senz'altro meglio rispetto a Parigi. In particolare, marchi come M Missoni, Red Valentino e D.Exterior hanno fatto centro. In Canada le donne amano la moda, ma sono penalizzate dal grande freddo: le temperature sotto i 30 gradi e la neve influiscono sulla scelta dei capi».


Laliv Klein
Owner
Laliv
Raanana - Israele

«Gli abiti vivaci e colorati, i top e le proposte in pelle di Msgm - dai pantaloni, alle gonne con arricciature - mi hanno convinta e sono in linea con i gusti delle donne israeliane, che non amano i modelli troppo classici, ma cercano sempre proposte con un twist in più. Quanto a N°21, è da sempre uno dei miei marchi preferiti: la collezione autunno-inverno 2019/2020 che ha sfilato alla fashion week è bellissima, anche se stavolta mi sarei aspettata qualche novità in più. Tra le presentazioni, sono stata favorevolmente impressionata da quella di Fabiana Filippi: un ottimo prodotto, diciamo pure una certezza, con quel pizzico di innovazione che non guasta».


Tatiana Ramirez
Ceo
The Bobby Boga
Mexico City - Messico

«Vengo a Milano per trovare nomi adatti alla mia clientela, che cerca un prodotto moda ma con un prezzo giusto, per intenderci non la T-shirt venduta a 400 dollari. Ho girato parecchio in questi giorni per showroom e presentazioni, individuando proposte valide all'interno di collezioni come Ultràchic, Alcoolique e Parosh. Il Messico è un mercato con grandi potenzialità per la moda, tutte da sfruttare: brand come Gucci e Balenciaga sono al top nell'alto di gamma, ma anche nella fascia cosiddetta premium esistono per i marchi italiani notevoli spazi di crescita».


Fausta Malingri di Bagnolo
President
Agam
Italia

«Molto interessante il lavoro di Arthur Arbesser. Bella la sfilata concettuale di Ujoh, che dimostra come nella moda non si debba stravolgere tutto per essere moderni: lui ci riesce, pur rimanendo nel perimetro del sartoriale. Autorevole e sempre fedele a se stesso Giorgio Armani. Tra le nuove leve, da segnalare la colombiana Laura Aparicio».


Sofia Zhang
Ceo
Sofinternazionale Buying Office
Italia

«A Milano ho visto proposte interessanti, soprattutto per quanto riguarda la scelta dei tessuti, con numerosi materiali particolari. Ho apprezzato in particolare Moschino, la collezione che vendo di più, decisamente appealing per i cinesi, che vogliono marchi divertenti, con fantasie e colori vivaci. Uno scenario radicalmente cambiato rispetto a tanti anni fa. Ecco perché molte griffe hanno fatto proposte mirate per i giovani. Oltre a Moschino, d'impatto Bulgari e Annakiki, che ha usato materiali di alta qualità». 


Nella foto, da sinistra, Prada, Bottega Veneta e Act N°1

 

an.bi., a.b., c.me. e a.t.
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