quasi due mesi di e-shopping

Dai ritiri curbside ai pagamenti: il Cyber Month impone nuove strategie

Mentre impazza il Global Shopping Festival di Alibaba, si avvicinano il Black Friday del 27 novembre, il Cyber Monday il giorno successivo e il Panic Saturday (l'ultimo sabato prima di Natale, il 19 dicembre), anche se già da ora si moltiplicano le offerte on e offline.

«Mai come quest'anno assisteremo a una migrazione dello shopping natalizio sul digitale», conferma Anastasia Sfregola, manager per l'Italia di Kooomo, piattaforma di ultima generazione che aiuta le aziende a vendere online e a internazionalizzarsi. 

L'ultimo report di Adobe stima per gli Usa 189 miliardi di dollari relativi alle vendite tramite e-commerce tra l'1 novembre e il 31 dicembre di quest'anno. «Negli Stati Uniti in una sola stagione - prosegue Anastasia Sfregola - gli acquisti online hanno subito una crescita paragonabile a quella di oltre due anni», e questo senza tener conto di un possibile nuovo lockdown, che promette di sfondare il muro dei 200 miliardi di dollari.

Inoltre, secondo l'istituto di ricerca Gfk un italiano su due ha intenzione di fare acquisti durante le promozioni del “venerdì nero”: l'anno scorso, durante la stessa settimana, le vendite avevano già registrato un incremento record del +175% rispetto alla settimana media.

Ma su cosa devono concentrarsi le aziende per non perdere la sfida di quello che gli esperti chiamano già Cyber Month, intendendo un periodo di spese online ormai sempre più dilatato, che arriva appunto fino al Panic Saturday? Secondo l'esperta, «la sfida per gli e-commerce è riuscire a dare agli utenti tutti i benefit dell’omnichannel, garantendo un'esperienza sempre più fluida, che viaggia senza fermarsi tra online e offline».

«Se da una parte è fondamentale che l'utente possa comprare bene e velocemente indipendentemente dal supporto, che sia un Pc, un tablet o uno smartphone, dove avviene un acquisto su quattro secondo Adobe - dice la portavoce di Kooomo - dall’altra, per le aziende, è sempre più necessario affidarsi a piattaforme evolute, che permettano di gestire diversi front-end con un unico back-end. Non dimentichiamo che il 40% delle transazioni si interrompe perché l'utente non trova la propria lingua o la propria valuta su un sito di vendite online».

Solo offrendo siti multilingua e multivaluta si crea dunque il giusto contesto per acquirenti che si trovano in parti diverse del mondo. Il momento del pagamento è cruciale: «Saper offrire diverse opzioni aumenta la garanzia di riuscita e infatti ci siamo accorti che per migliorare le performance in Italia è necessario continuare a prevedere il contrassegno, più adatto a una clientela che si affaccia oggi agli acquisti digitali». Questo non significa smettere di innovare: «Introducendo il pagamento a rate anche per piccoli importi - prosegue la manager -  abbiamo migliorato le vendite anche del 40%». 

Ultimo e fondamentale passaggio è il delivery. Sotto Natale i sistemi di spedizione sono sotto pressione e fra i servizi più richiesti finora c'è stato l'acquisto online con ritiro instore. Ma ora si impone sempre più un modo di comprare frictionless, senza frizioni: non a caso, come conclude Anastasia Sfregola, una delle tendenze emergenti soprattutto all'estero è il ritiro curbside, dal marciapiede, «un nuovo servizio fornito dai retailer a chi acquista online, che non rende più necessaria la permanenza in negozio».

 

A cura della redazione
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