I DATI DELL’OFFICE FOR NATIONAL STATISTICS

In settembre retail inglese al rallenty. E il dopo Truss è pieno di incognite

Momento di grande incertezza per il Regno Unito, con ripercussioni anche sulla moda. In concomitanza con le dimissioni lampo di Liz Truss l’Office for National Statistics ha fatto il punto sul sell out nel settore retail a settembre in confronto con agosto.

Come emerge da fashionnetwork.uk, i volumi di vendita sono diminuiti dell’1,4%, -1,3% sotto i livelli pre-pandemici. A incidere sul rallentamento, quando ancora si confidava in Truss e nelle sue scelte strategiche, i prezzi in crescita di energia e materie prime e il costo della vita in ascesa, ma anche le chiusure dovute ai funerali della Regina Elisabetta.

Nel retail non-food il calo è stato più ridotto (-0,6%), ma al di sotto del 2,7% su febbraio 2020. Gioiellerie e altri store non di alimentari hanno registrato un -0,7%, mentre i department store hanno accusato un -0,6%. Relativamente al riparo (+0,1%) i negozi di moda, in particolare calzature.

Anche l’e-commerce ha subito una battuta d’arresto, se si considera che i volumi del cosiddetto non-store retail si sono ridotti del 3%. Tuttavia, il raffronto con febbraio 2020 evidenzia un +18%.

Secondo analisti come Kevin Bright di McKinsey il pessimismo dilagante frenerà ancora gli acquisti e, spinte da questo timore, non sono poche le insegne che hanno già iniziato la campagna sconti. Secondo le stime di McKinsey il 58% dei consumatori britannici contingenteranno l’holiday shopping. Nei prossimi mesi il 19% ricorrerà al buy now, pay later e sarà alta la percentuale di coloro che diserteranno i punti vendita fisici per comprare online.

Intanto si attende il 28 ottobre, quando sarà designato un nuovo leader dei Conservatori, nonché Primo Ministro, in un’atmosfera di tensione e paura che ritorni l’incubo della crisi del 2008. Il "nuovo" potrebbe essere rappresentato da un ritrovato Boris Johnson.

Pochi giorni prima delle dimissioni di Truss drapersonline.com aveva intervistato alcuni esponenti della moda inglese, tutti d’accordo su un punto: la priorità è calmare il mercato e lavorare per la stabilità. Non basta certo il rialzo della sterlina dopo l’uscita di scena della premier per sollevare gli animi in una fase in cui si naviga a vista.
  

A cura della redazione
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