i mercati secondo i due imprenditori

Patrizio Bertelli e Gildo Zegna: «Il futuro è ancora la Cina, già in risalita»

Il problema in questo momento sono gli Stati Uniti, non la Cina. Lo hanno sostenuto all'unisono due pezzi da novanta del made in Italy, Patrizio Bertelli e Gildo Zegna - amministratori delegati rispettivamente dei gruppi Prada ed Ermenegildo Zegna -, intervistati da Maria Silvia Sacchi durante il secondo Fashion & Luxury Talk della Rcs Academy, trasmesso in live streaming su corriere.it.

«Siamo convinti che il futuro sarà ancora la Cina, che conosciamo bene, visto che ci lavoriamo dal 1991 - ha detto Gildo Zegna -. Un Paese che rappresenterà il 50% del lusso entro il 2025 e che è innamorato del made in Italy, grazie anche a consumatori giovani ed entusiasti, che amano la personalizzazione di cui il made in Italy è l'emblema. Dopo il lockdown, che ovviamente ha rappresentato una fase di stallo, aprile ha visto un calo di vendite intorno al 20% rispetto al solito ma in maggio e giugno abbiamo assistito a una ripresa decisamente veloce. Del resto, è stata la Cina a tirarci fuori dalla crisi del 2008-2009 e anche la Sars, a suo tempo, non ha lasciato strascichi. Se ho un euro da spendere, non ho dubbi: lo spendo là».

«I cinesi, come i giapponesi, difendono il posizionamento del prodotto - ha aggiunto Patrizio Bertelli - senza contare che nazioni come Taiwan e Corea stanno andando bene. L'anello debole in questo momento è l'America, che sta pagando il prezzo di troppi sconti e promozioni e dove i department store sono in difficoltà. Tornando in Asia, e precisamente a Hong Kong, è innegabile che la crisi sociale porterà a un ridimensionamento del business almeno fino al 2022. Ma va detto che Macao rappresenta almeno in parte un'alternativa a questo mercato».

«C'è chi dice che questa è la fine di Hong Kong e chi pensa di no. Io sto nel mezzo - ha osservato Gildo Zegna -. Certo è che questo mercato ha già perso molto negli ultimi cinque anni e ora fa i conti con il fatto che viveva per il 70% degli acquisti dei turisti cinesi. I capitali dei locatari si stanno spostando a Singapore e la tecnologia a Shenzhen. C'è comunque un problema non di oggi e sono gli affitti: i proprietari degli immobili impongono prezzi troppo alti ed è questo uno dei temi centrali di un Tavolo che abbiamo aperto con Camera Moda. Quanto agli Usa, è il momento di ripulire il mercato: ci saranno molti feriti, ma resterà chi è più forte».

Anche in Europa il nodo sono e saranno i turisti: «Gli acquisti locali non stanno andando così male - ha affermato Bertelli - ma l'assenza dei viaggiatori internazionali pesa».

A cura della redazione
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