il feedback della shanghai fashion week

La sfilata virtuale di Pinko supera il test: 600mila visualizzazioni e vendite per 1,1 milioni di yuan

Pinko Shanghai Front
Pinko Shanghai Front

Quasi 600mila visualizzazioni e più di 1 milione di euro di vendite durante lo show interamente digitale. Questi numeri non servono soltanto a Pinko per trarre un bilancio positivo della sua partecipazione alla recente Shanghai Fashion Week, ma dimostrano che se l'epidemia da Covid-19 ha momentaneamente cancellato le settimane della moda dal futuro più immediato, non significa che il settore non possa cogliere chance importanti dai nuovi scenari.

Pinko è stato uno dei primi marchi italiani ad aprire la strada alle sfilate virtuali, di cui tanto si dibatte in questi giorni, prendendo parte a fine marzo alla settimana della moda cinese, diventata 100% digitale per evitare di essere cancellata dal coronavirus.

Il risultato, secondo alcuni dati forniti dal brand guidato da Pietro Negra, è stato al di là delle aspettative: la sfilata trasmessa in streaming è stata seguita da oltre 560mila utenti unici, per una durata media di 159 secondi, con 418mila interazioni. Durante lo show, lo store online ha registrato quasi 29mila visite, che si sono trasformate in vendite per 1,1 milioni di Yuan cinesi, pari a circa 130 mila euro. 

Numeri resi possibili dal fatto che la Shanghai Fashion Week si è appoggiata alle piattaforme TmallTaobao e relative app, offrendo ai brand partecipanti (150 in tutto, tra cui oltre a Pinko molti brand locali e player internazionali come H&M) di gestire gli show a loro piacimento, presentando non solo i capi della SS20, ma anche immagini di backstage e contenuti più corporate.

Vista l'importanza del mercato cinese per Pinko l’esperienza è stata positiva, anche se Negra si dice convinto che replicare online le fashion week in tutto e per tutto sarà impossibile. Ammette tuttavia che la svolta digitale presenta vari vantaggi, a partire dalla riduzione degli spostamenti e dalla possibilità di studiare progetti ah hoc per i vari mercati.

«Format come questo presto saranno una routine ed è meglio abituarsi», è il parere dell'imprenditore italiano.

an.bi.
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