i social contro la griffe

«Prada razzista»: e il marchio ritira il pupazzetto della collezione Pradamalia

Quanto è successo a Dolce&Gabbana è solo la punta dell'iceberg: tutte le griffe, o comunque le realtà che stanno sotto i riflettori, devono stare molto attente a non fare passi falsi, perché il "Grande Fratello" dei social le guarda e le giudica.

L'ultima disavventura in ordine di tempo è successa a Prada, che ha dovuto ritirare dal commercio un accessorio a forma di scimmietta, inserito nella collezione Pradamalia, perché giudicato «razzista».

Tutto è nato da Chinyere Ezie del Centre for Constitutional Rights, che ha fotografato l'oggetto incriminato nella vetrina di un negozio Prada di SoHo a New York e lo ha condiviso sui social, gridando allo scandalo e postando gli hashtag #NoExcuses, #stopracism e #shameonyou: Ezie ha visto nell'accessorio un rimando all'abitudine dei bianchi di dipingersi il volto per scimmiottare e deridere gli afroamericani, chiamata blackface e nata nel XIX secolo da alcune rappresentazioni teatrali.

La denuncia dell'attivista ha generato, come prevedibile, una levata di scudi sui vari Twitter, Instagram e Facebook, con DietPrada, l'account fustigatore dei costumi della moda, come cassa di risonanza.

La griffe ha risposto ricordando il proprio rifiuto verso ogni forma di razzismo e dicendo che non c'è alcun legame tra il pupazzetto di Pradamalia e il blackface.

Ma le parole non sono bastate: i social vogliono i fatti e così il marchio ha dovuto ritirare l'accessorio in men che non si dica.

a.b.
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