per il retailer 25% delle vendite dall'online nel 2022

Inditex chiuderà 1.200 negozi, ma tutto il fast fashion dovrà ripensarsi

Ha fatto clamore in questi giorni, dopo la diffusione della trimestrale di Inditex, la prospettiva che uno dei cardini del piano strategico presentato dal presidente Pablo Isla (nella foto) sia la riorganizzazione della rete di negozi fisici, che porterà fino a 1.200 chiusure di punti vendita, concentrati soprattutto in Asia e in Europa.

Si scenderà quindi da 7.469 in un centinaio di Paesi a 6.700/6.900 punti vendita, a fronte di circa 450 nuove aperture, privilegiando i flagship con un'impostazione omnichannel.

Come è noto, il bilancio trimestrale ha evidenziato per la prima volta una perdita di 409 milioni di euro, contro un utile di 736 milioni nello stesso periodo dell'anno scorso.

La strategia di virare sempre più verso il digitale non è però di oggi: già nel recente passato Isla aveva evidenziato la crescente importanza di questo canale, avviato dieci anni fa e che dovrebbe salire al 25% del totale delle vendite già entro il 2022.

Mentre Inditex accelera un processo in atto, incalzato dai veloci mutamenti di scenario imposti dal Covid, altri retailer del fast fashion e settori limitrofi si trovano ad affrontare un cambio di passo e sfide impegnative.

Di ieri la notizia della riacquisizione in Gran Bretagna delle insegne Monsoon e Accessorize, in amministrazione controllata, da parte del fondatore Peter Simon, mentre H&M ha annunciato nei mesi scorsi otto chiusure in Italia, nel contesto di un più ampio piano di snellimento internazionale. È però di oggi la news che lo store H&M di via Sparano a Bari ha riaperto, anche se l'intenzione della società era inizialmente un'altra.

Non è andata così per lo storico avamposto di H&M in via Torino a Milano, a pochi passi da Pull&Bear (gruppo Inditex), entrambi ormai con le serrande abbassate. A poca distanza, in piazza Cordusio, c'è il flagship di Uniqlo, avviato da poco e molto frequentato prima del lockdown: l'insegna del gruppo Fast Retailing ha riportato a maggio ricavi in riduzione di quasi il 20% rispetto allo stesso periodo di un anno fa.

Rilancia invece l'italiana Imperial, che dopo aver rilevato la catena svizzera Anouk proprio in via Torino a Milano ha avviato nei giorni scorsi un negozio tutto al maschile.

A cura della redazione
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