il bilancio dell'edizione di settembre

White: «Siamo riusciti nel miracolo, il coraggio è stato premiato»

Mentre Beppe Sala dal suo account Instagram ringrazia il mondo della moda per l'atto di fiducia nei confronti della città, Massimiliano Bizzi traccia un bilancio molto positivo su un'edizione di White fortemente voluta, ma sulla quale fino all'ultimo non era possibile avere certezze matematiche.

«Siamo riusciti nel miracolo - afferma il patron del salone -. Ancora non riesco a credere che abbiamo realizzato questa impresa, con il plauso di tutti gli operatori». «Milano sta reagendo - aggiunge - e abbiamo dimostrato con questa edizione coraggiosa che le reali sinergie di sistema possono funzionare. Credo che Milano Loves Italy sarà importante per il nostro futuro».

Come è noto, Milano Loves Italy è un movimento partito proprio da Bizzi e dalla neonata associazione Best Showroom per far ripartire di slancio il capoluogo lombardo dopo il periodo più buio degli ultimi anni. Movimento che ha continuato a raccogliere proseliti, fino a includere Camera Moda, Altaroma, Cbi-The Best Shops, un'altra nuova associazione quale è Alined Network e Niam-Nazionale Italiana Agenti Moda.

Tornando nello specifico a White, l'affluenza è quantificabile in circa 5mila presenze tra buyer e giornalisti: un pubblico selezionato che, come fa notare Bizzi, «si è mostrato altamente motivato e attento alle proposte presentate. Ben distribuita la provenienza dei compratori italiani, dal Centro Nord al Sud, ma non sono mancati gli operatori esteri». 

Determinanti per la riuscita il supporto del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionali e di Ice Agenzia, oltre alla partnership con Confartigianato e al patrocinio di Palazzo Marino, per una kermesse che non si è limitata a occupare gli spazi del Superstudio Più e del Base con oltre 200 aziende e 32 realtà sostenibili, ma è andata oltre.

Sono state infatti 40 le presentazioni digitali destinate al B2B, numerosi i talk e diversi gli eventi e installazioni nei negozi cittadini della moda e del design, il primo assaggio di un progetto più ampio di Fuorisalone del fashion, che decollerà il prossimo febbraio: in particolare, il concept store 10 Corso Como ha acceso i riflettori sul brand Vìen, Milaura su Jejia, Daad Dantone su Giovanni Cavagna, Biffi Boutiques su Maissa. E ancora, Acca Kappa ha ospitato Yekaterina Ivankova, The Merchant of Venice ha scelto Cromantica, Bel Boutique ha presentato Avant Toi e Incontri Boutique ha promosso VeryBusy.

Bizzi definisce Milano Loves Italy un grande progetto di aggregazione e ribadisce: «La vera novità di questa stagione è stata la collaborazione, che ci ha spinti ad aprire l'edizione fisica, pur nella complessità del momento storico. È stato importante percepire l'atmosfera e la voglia di ripresa degli espositori, che si sono uniti a noi con coraggio. La strategia intrapresa è quella giusta».

La parola coraggio torna nella dichiarazione di Brenda Bellei, ceo di White: «Gli imprenditori italiani hanno saputo ancora una volta dimostrare il coraggio e la forza di reagire, confermando la solidità del nostro sistema. La selezione dei brand è stata valutata con grande attenzione, per garantire ai buyer una proposta completa e trasversale».

«Milano c'è - interviene Beppe Angiolini di Sugar/Cbi The Best Shops -. È il momento di concentrarci tutti insieme per fare quadrato intorno alla città, tra aziende, showroom e uffici stampa».

Angiolini, che sarà il direttore artistico del Fuorisalone, si è detto «felice di poter premiare le nuove generazioni», facendo riferimento al riconoscimento consegnato da Cbi The Best Shops alla label emergente Vaderetro (fondata da Antonio D'Andrea e Hanna Marine Boyer), presente al Superstudio Più nell'area Who Is On Next?/Altaroma. «Vaderetro - dice Angiolini - ci ha colpito grazie al mix di tecniche e perché vediamo per l'azienda un futuro e un'opportunità di crescita».

Tra gli exhibitor "storici", Federico Sarti (sales manager di Faliero Sarti) promuove l'atmosfera in fiera «e un flusso di persone decisamente attente alle nostre creazioni. Sono arrivati clienti da tutta Italia, di fascia medio-alta, con cui abbiamo lavorato molto bene». «Milano è il riferimento italiano in ambito commerciale - aggiunge Alessandro Biasotto del gruppo Nyky (presente a White con i marchi Attic and Barn e Oof Wear) -. In quest'ottica nei mesi scorsi abbiamo finalizzato importanti investimenti, che hanno portato a un raddoppio della nostra showroom direzionale. Siamo convinti che unendo le forze il sistema possa tornare più forte di prima».

Maria Vittoria Bar Ziv di Dmvb Showroom, che ha portato a White Sabina Musayev (Special Project della rassegna), puntualizza: «Per noi questa è la più importante piattaforma per sviluppare il potenziale dei brand. Abbiamo lavorato bene con i più significativi e bei negozi di tutta Italia».

Parlando di piattaforma, gli organizzatori elencano i numeri relativi al nuovo White B2B Marketplace online, la controparte digitale di White, lanciata nei giorni del salone.

140 i brand coinvolti e, come si diceva, 40 le presentazioni trasmesse in live streaming a favore dei buyer stranieri in collegamento, per un totale di 1.500 minuti. Solo sui social si sono connessi ai profili di White più di 12mila fruitori qualificati. Nel corso del salone (dl 24 al 27 settembre) le persone raggiunte sono state 550mila. Grazie alle attività digitali dei brand, il numero di buyer certificati sul sito ha superato le 5mila unità e, a livello di visualizzazioni, per ora sono 95mila ma è un numero destinato ad aumentare.
A cura della redazione
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