Il boicottaggio continua

Ancora grane per Kanye West: rimosso dai siti di resale e cacciato da Skechers

Tempi sempre più duri per Kanye West. Dopo aver rotto con Gap ed essere stato scaricato da Balenciaga e Adidas – che ha rinunciato a utili intorno ai 250 milioni – il controverso rapper americano viene bandito anche dalle piattaforme di second hand.

In un post sui social media il luxury reseller The RealReal ha preso le distanze da Ye (come si fa chiamare West), precisando che non accetteranno più prodotti Yeezy e citando il proprio impegno a «creare uno spazio sicuro per tutti i dipendenti, gli acquirenti e i clienti, a prescindere da età, sesso, religione, orientamento sessuale o razza», nonché l’intenzione di «non tollerare commenti che dimostrino discriminazioni o incitino alla violenza».

Il riferimento, lo ricordiamo, è alle recenti polemiche generate dallo spettacolo a sorpresa di Kanye West in chiusura della settimana della moda di Parigi, in cui la frase razzista White Lives Matter, in circolazione dal 2015 come risposta al movimento Black Lives Matter, campeggiava su alcune T-shirt.

Dopo il provvedimento di The RealReal sono arrivati a catena quelli di altri reseller statunitensi, come Fashionphile ma anche Rebag, che ha rimosso Yeezy dai punti vendita online e fisici e ha dichiarato che non accetterà più prodotti associati a West in futuro.

Non tutte le aziende stanno però seguendo le loro orme. Secondo Tradeblock, una piattaforma di scambio di sneaker basata sul baratto, nelle ultime 24 ore c'è stato un aumento del 2,5% delle attività di scambio di Yeezy e una crescita del 10% degli utenti che hanno inserito queste scarpe nelle loro liste dei desideri. La Yeezy Foam Runner "Onyx", in particolare, avrebbe addirittura scalato 26 posizioni, passando dal 33esimo al settimo posto, nella lista delle sneaker più scambiate sul mercato.

Un produttore di scarpe come Skechers ha invece voluto pubblicamente rimarcare la propria distanza da West - esempio di genio e sregolatezza, con tanto di diagnosi di disturbo bipolare emessa già nel 2016 - all’indomani di una visita senza preavviso e non gradita nei suoi uffici di Los Angeles.

Il rapper è infatti stato sorpreso mentre stava facendo delle «riprese video non autorizzate», come ha spiegato in una nota l’azienda Usa, e «due dirigenti hanno scortato lui e il suo gruppo fuori dall’edificio dopo una breve conversazione».

La società ha inoltre voluto sottolineare che «non sta valutando e non ha intenzione di lavorare con West». E ha aggiunto: «Condanniamo le sue recenti osservazioni di divisione e non tolleriamo l’antisemitismo o qualsiasi altra forma di incitamento all’odio».

a.t.
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