Il caso Italia

Consumatori green di moda: un report di Sap ne aggiorna il profilo

Sap-GettyImages

I consumatori green stanno ridefinendo le regole del mercato e rappresentano un nuovo punto di riferimento per le aziende. Ma la moda li conosce bene? Uno studio di Sap traccia il profilo degli italiani.

Nel report annuale Sustainable Consumer Research il colosso delle applicazioni software per le imprese fa emergere che nel nostro Paese i consumatori sostenibili di abbigliamento e accessori hanno un livello di maturità "moderato" in fatto di richiesta di maggiore sostenibilità (17% degli intervistati), rispetto alle categorie cibo e beni di consumo (35%) e sui livelli di categorie come le utility e i servizi finanziari e bancari.

Un risultato chiave della ricerca rispetto all’edizione 2021, che vale per tutti i settori analizzati, è che i consumatori italiani sostenibili sono meno disposti a pagare un premium price per i prodotti e servizi green (lo 0-5% in più, in media) rispetto ai consumatori non green (propensi a pagare mediamente tra l’11% e il 20% in più). «Probabilmente - spiegano da Sap - si aspettano che si trovi il modo di fornire prodotti e servizi sostenibili, senza far ricadere sul cliente finale gli eventuali costi aggiuntivi».

In generale, i consumatori italiani sostenibili sono sensibili soprattutto ai temi dell’inquinamento dell’acqua (53% degli intervistati), dell’aria (43%), del consumo di risorse disponibili (38%) e della produzione di rifiuti (35%).

Gli acquirenti di moda si distinguono per un’ampia quota (73%) preoccupata delle questioni sociali. «Per questi consumatori elementi come il trattamento corretto dei lavoratori, i compensi adeguati e il rispetto dei diritti degli animali sono molto importanti», specificano dal colosso informatico.

L’indagine evidenzia pure che i modi con cui un’azienda può coinvolgere maggiormente i propri clienti sui temi legati alla sostenibilità variano da settore a settore. Per il fashion la modalità preferita (secondo il 40% dei rispondenti) è la possibilità di accedere a un tool che visualizza come le loro azioni possano contribuire direttamente alla sostenibilità.

Nel caso del cibo e di altri beni di consumo, la maggioranza (60%) desidera ricevere informazioni trasparenti sui prodotti, mentre nel settore bancario il 45% vorrebbe poter accedere a momenti pratici di apprendimento su come adottare comportamenti e pratiche sostenibili. Risulta inoltre che i consumatori green delle utilities vorrebbero soprattutto (37%) poter far parte di gruppi social tematici proposti dall’impresa.

La Sustainable Consumer Research 2022, resa nota in questi giorni, è stata condotta nel dicembre 2021, coinvolgendo in Italia 762 persone di età compresa tra i 20 e i 79 anni, per il 59% uomini e per il restante 41% donne.

e.f.
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