Il ceo Yanai rivela i piani per l’Italia

Uniqlo vuole fare tappa a Roma, Firenze e Torino

Trascorso circa un anno e mezzo dall’approdo di Uniqlo in Italia, con uno store di 1.500 metri quadrati in piazza Cordusio a Milano, il bilancio del brand giapponese, noto per i capi basici di qualità e a prezzi accessibili, è positivo. Tanto che Tadashi Yanai, presidente e ceo della casa madre Fast Retailing, ha intenzione di estendere il raggio d’azione a città come Roma, Firenze e Torino. «Questo non appena saranno trovati gli spazi adatti», come emerge da un’intervista a Il Sole 24 Ore.

A proposito di retail fisico e online Yanai ha affermato: «L'e-commerce non rende il prodotto migliore e neppure, necessariamente, arricchisce l'esperienza di shopping. Abbiamo avuto ovunque rimbalzi del traffico nei negozi fisici oltre le attese, quando hanno riaperto dopo i lockdown».

Per quanto riguarda le collezioni, un tema chiave è la sostenibilità. «Migliorare il prodotto - ha detto il numero uno di Fast Retailing - significa renderlo più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Nel primo caso, dobbiamo usare sempre meglio e con più cura le risorse, dall'acqua all'energia, dalle materie prime all'organizzazione logistica. La sostenibilità sociale invece la intendo in due modi: la capacità di offrire ai consumatori una qualità eccellente a un prezzo giusto e stili per ogni gusto. Per questo non avremo mai un direttore creativo unico, ma progetti a tempo con stilisti e artisti di ogni Paese e settore».

Di recente il gruppo quotato a Tokyo, che controlla anche marchi come Theory, Princesse Tam-Tam e Comptoir des Cotonniers, ha rivisto leggermente al rialzo le previsioni dell’esercizio fiscale che termina in agosto: i ricavi dovrebbero realizzare una crescita del 10% a 2,21 trilioni di yen (circa 17 miliardi di euro), dalla precedente previsione di 2,2 trilioni. L’utile operativo dovrebbe aumentare del 70,7% a 255 miliardi di yen (quasi 2 miliardi di euro) e l’Europa (Italia compresa) dovrebbe contribuire a questa accelerazione.

«È chiaro - ha spiegato Yanai - che la pandemia ha rallentato alcuni piani di breve termine, ma quelli di medio e lungo non cambiano. Anzi, quest’anno ha dato l'opportunità a tutti di riflettere sul presente e prepararsi al futuro. Ci siamo scoperti fragili, ma anche forti».

e.f.
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