appello sulle riaperture

Federazione Moda Italia e le associazioni: «Si agisca presto sui centri commerciali»

Inizia oggi, 26 aprile, il piano di allentamento delle restrizioni per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel nostro Paese. Salta però all'occhio il protrarsi delle chiusure all'interno dei centri commerciali nei weekend.

Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, dice di apprezzare in generale «la tempestività con cui il ministro Giorgetti ha dato seguito alla nostra proposta di permettere l'apertura dei punti vendita anche in zona rossa, con la possibilità di entrare solo per appuntamento».

Ma non dimentica che «le numerose attività di moda dei centri commerciali si aspettavano un'inversione di tendenza sulle aperture nei weekend in zona gialla dal 15 maggio. Attendiamo fiduciosi l'accoglimento delle nostre proposte, anche a seguito del check a tutte le misure, che sarà effettuato ogni due settimane o in sede di conversione del Decreto in legge».

Un'agguerrita squadra formata da Confcommercio, Confimprese, Cnnc-Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali, Federdistribuzione, Annc-Coop e Ancd-Conad chiede dunque al governo di tornare sui propri passi, nel rispetto dei protocolli di sicurezza. 

Questi ultimi, precisano le associazioni del commercio, «sono stringenti e offrono tutte le garanzie necessarie a tutelare al meglio i consumatori, i dipendenti e i fornitori dal rischio di contagio».

La chiusura nei weekend, operativa ormai dai più di sei mesi per un totale di 140 giornate di stop, ha comportato un taglio del 40% e di 56 miliardi di euro del giro d'affari dei centri commerciali. Sono numeri «che mettono a repentaglio la tenuta delle aziende, con il rischio di forti ricadute occupazionali».

Le associazioni fanno infine notare che «i ristori economici per le imprese sono stati quasi nulli e inadeguati a coprire le perdite già consolidate.

Di conseguenza, «urge un'iniezione di liquidità nel sistema per le imprese di tutte le dimensioni, che potrebbe passare anche da uno spostamento temporale delle scadenze fiscali e previdenziali, da un rafforzamento degli strumenti e da una semplificazione delle procedure di accesso al credito agevolato, con tempi rapidi e certi, oltre che da una nuova misura sugli affitti, con la previsione del credito di imposta pure per il 2021».

a.b.
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