Il Covid condiziona la top 50 di Brand Finance

Nike resta il marchio di maggior valore al mondo, Gucci secondo. Crescono Valentino e Armani

Nella classifica 2021 di Brand Finance, che ogni anno calcola il valore dei 50 maggiori marchi di abbigliamento e accessori, non ci sono sorprese nella top ten: i nomi restano gli stessi, ma in alcuni casi si scambiano le posizioni.

Nike resta in testa alla graduatoria - che si basa sul valore economico dei brand, tenendo conto dell'immagine e della reputazione - ma per la prima volta registra un -12,5% nel valore e si deve accontentare di una valutazione di 30,4 miliardi.

Gucci, nonostante una perdita dell’11,5% - in seguito anche a un indebolimento del marchio - e un valore di 15,6 miliardi di dollari, rimane al secondo posto nella classifica dei brand ordinati per valore. 

Gli avvicendamenti nella top 10 riguardano Louis Vuitton, che passa dalla quarta alla terza posizione a spese di adidas, Chanel che sale al quinto posto, facendo un balzo di tre gradini e Cartier, che scende dalla quinta alla nona posizione.

In generale i 50 top brand dell’abbigliamento mondiale, dopo quattro anni di ininterrotta crescita, mediamente hanno ceduto anno su anno l’8% di valore finanziario del trademark. Tra questi, i player del lusso e quelli di fascia medio alta hanno perso rispettivamente il 10% e il 13%.

Fila, ormai sudcoreano, grazie a un incremento di valore del 68%, con un valore pari a 2,7 miliardi di dollari è la label dell’abbigliamento che è cresciuta maggiormente anno su anno.

Fra i top performer c’è anche Valentino, che negli scorsi anni aveva perso notevole valore. Quest’anno il brand Valentino, grazie a un incremento del 17,5%, rientra in classifica al 45esimo posto, con un valore pari a 1,67 miliardi di dollari.

Con una perdita del 31%, Coach è il marchio che ha perso maggiore valore anno su anno. Gli italiani Prada, con un -21,4%, e Ray-Ban (-15,5%), sono tra i 10 che hanno perso maggiore valore finanziario, scendendo rispettivamente di sei e due posizioni. 

Oltre a Valentino, Armani è l'unico italiano in crescita: rispetto allo scorso anno ha aumentato il valore del brand del 6,9%, il che ha consentito ad Armani di guadagnare quattro posti nella classifica dei brand ordinati per valore, diventando 39esimo.

I brand Usa, francesi e italiani continuano a essere quelli di maggiore peso nella classifica, dove il valore dei 16 marchi americani pesa il 28%, dei sette francesi il 23% e dei sette italiani il 12%.

Gli italiani e i francesi appartengono al settore lusso, gli statunitensi quasi tutti al casual. «La superiorità dei luxury brand d'oltralpe emerge molto chiaramente dall'analisi - spiega Massimo Pizzo, managing director Italia di Brand Finance -. Il valore medio dei marchi di lusso francesi infatti è 9,2 miliardi di dollari, quello degli italiani di 4,6 miliardi.  La grande differenza di valore dipende dalle dimensioni e non da una maggiore forza dei francesi nell'influenzare le scelte dei consumatori».

«Per ridurre il gap finanziario con i francesi - continua Pizzo - i brand italiani dovrebbero cercare di batterli sul campo della capacità di influenzare i consumatori, seguendo gli esempi di Moncler e Gucci».

an.bi.
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