Il futuro del menswear e di Milano

Riccardo Grassi: «I giovani hanno dato la scossa, ora l'uomo è pronto a crescere»

In un'intervista rilasciata a Fashion Riccardo Grassi,titolare dell’omonima showroom multimarca, si dice «contento» dei risultati ottenuti da RG Man, l’area only man che parte per la sua seconda campagna vendita con più spazio e più marchi, facendo il punto sulle strategie, gli investimenti, il rapporto con la città di Milano e del radicale cambiamento in atto nella moda, e nel menswear in particolare.

 

Nel lungo botta e risposta, Grassi parla della rivoluzione nata per la strada e sui social, tra i Millennials e i giovanissimi, e che con RG Man punta a intercettare.

 

«È bastato guardarmi intorno per capire quello che dovevamo fare - ha commentato l’imprenditore -. In tutto il mondo, Italia compresa, è nata nelle ultime stagioni una serie di negozi multimarca molto forti, che stanno facendo evolvere la corrente dello streetwear. Basti guardare Milano, nomi come Slam Jam, One Block Down, Antonia, Spectrum, sono una vera boccata d’ossigeno per il settore e stanno riportano i giovani nei negozi. E RG man vuole diventare una destination per questo genere di negozi. Da noi potranno trovare un prodotto di qualità e di ricerca, a un prezzo competitivo».

 

Nei quasi mille metri quadrati dedicati all’interno della showroom di via Piranesi, la brand list di RG Man comprende una dozzina di nomi “trasversali”, tra cui Vìen al debutto con la linea uomo, i capispalla di Arctic Explorer, tra i protagonisti del padiglione I go out a Pitti Uomo, le sneakers sostenibili Yatay e la linea di abbigliamento del tatuatore Pietro Sedda, Saint Mariner. Senza dimenticare collezioni uomo come Msgm e, per la seconda stagione, Fumito Ganryu, che possono contare su spazi dedicati a Milano e Parigi.

 

Il bilancio di questa avventura è positivo, ma non solo per merito dei Millennials e della Gen Z e l'imprenditore è pronto a scommettere su un evoluzione della moda maschile con più spazio al sartoriale (ringiovanito) e un ritorno agli anni Novanta.

 

«Contiamo, grazie alla forza dell’uomo giovane, di far ripartire tutto il menswear - commenta Grassi -. Lo streetwear si sta già evolvendo verso qualcosa di nuovo, di più pulito, e questo porterà a un ampliamento del mercato».

 

Nell’intervista Grassi parla anche del momento d’oro di Milano e di come il capoluogo lombardo si stia sviluppando più di altre città competitor, ma non per quanto risguarda la fashion week.

 

«Gli stranieri sono innamorati della città, la considerano alla pari di grandi capitali come Londra o Parigi. Purtroppo questo clima non è quello che si respira alla settimane della moda, proprio perché l’offerta delle sfilate non riesce a interessare quel pubblico giovane che oggi fa la differenza, commercialmente e mediaticamente».

 

Cambiare è possibile secondo l’imprenditore che cita come modello da seguire per la Camera Nazionale della Moda Italiana, Pitti Uomo a Firenze ha iniziato da tempo a seguire la strada dello scouting internazionale.

 

“Le showroom di Milano, finché le fashion week non cambieranno immagine, saranno costrette a fare le campagne vendite a Parigi, per conquistare tutti quei buyer che a Milano non si fermano” commenta Grassi.

Il testo integrale dell'intervista è pubblicato su Fashion, datato 8 gennaio 2019 e con due temi forti: Pitti Uomo, che si conclude oggi (venerdì 11 gennaio), e la fashion week maschile di Milano, che prende il via questa sera con la sfilata di Ermenegildo Zegna alla Stazione Centrale.

an.bi.
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