Il futuro delle sfilate secondo Capasa e Donatella Versace

Camera Moda pensa alla fashion week di settembre, tra nuovi format e l’apertura al design

Saltare una stagione, come peraltro era stato invocato da alcuni buyer, è fuori discussione: «Avrebbe un impatto e un danno sul sistema italiano, sulla rete di fornitori e produttori del Paese».

Questo il pensiero di Carlo Capasa dopo l'annuncio del rinvio della fashion week uomo in autunno durante la settimana della moda milanese femminile, che dovrebbe iniziare il 22 settembre e terminare il 28. Una decisione molto sofferta, ma obbligata, a causa della difficile situazione determinata dal diffondersi della pandemia Covid-19.

Ma l’intenzione è quella di non lasciare spazi vuoti, né tantomeno di fermarsi fino a settembre. «Stiamo lavorando a nuovi formati digitali e a nuove modalità di incontro per dar vita, nei giorni previsti da Milano Moda Uomo, ad altri momenti di narrazione, piattaforme b2b e b2c a beneficio dei brand, delle aziende del lusso e di tutti gli attori del sistema. Nella consapevolezza che sarà fatto il possibile per avere delle collezioni pronte in quelle date per un inizio di campagna vendita innovativa. Le 800 showroom presenti a Milano saranno parte attiva di questi momenti narrativi», spiega il comunicato diffuso da Cnmi.

Anche dalle altre capitali fashion internazionali - New York, Londra e Parigi - sono arrivati annunci analoghi: la Ville Lumière ha annullato anche la kermesse di luglio, dedicata all’haute couture, e sta lavorando a nuove date.

Il Cfda-Council of Fashion Designers of America ha cancellato la fashion week dedicata alla resort 2021 e a sua volta rinviato la manifestazione dedicata all’uomo, originariamente prevista per giugno.

Il British Fashion Council sta lavorando per trovare un'alternativa virtuale alle sfilate del menswear di giugno.

La speranza è che, superato il giro di boa dell'estate, inizi finalmente una fase di normalizzazione. Così, per quanto riguarda Milano, il calendario di settembre potrebbe rappresentare un segnale di rinascita e ripresa di tutto il sistema moda.

Parlando con wwd.com Capasa ha affermato che Cnmi sta lavorando a nuovi formati digitali e nuovi modi di incontrarsi, in vista di settembre.

«Le collezioni maschili e femminili mostrate insieme sono un bel messaggio come segno di un riavvio», ha detto al giornale americano, aggiungendo che, data la cancellazione del Salone del Mobile, sarebbe favorevole se «una selezione dal mondo del design» entrasse a far parte del calendario.

Sempre provando a immaginare l’edizione di settembre delle sfilate milanesi, è attualmente difficile ipotizzare fashion show da 700 invitati, con gli ospiti seduti uno accanto all'altro.

«Ogni maison - spiega Capasa - avrà la libertà di scegliere le proprie modalità». E le aziende, nonostante in questo momento abbiano come priorità il ritorno all’attività delle fabbriche, alcune considerazioni su come presentare in futuro le loro collezioni le stanno già facendo. 

Donatella Versace, parlando con il Corriere della Sera, si è detta d’accordo con lo stop alle fashion week fino a settembre e sul futuro dei fashion show ha dichiarato: «Non so come sarà. Sento fare dichiarazioni estreme, come che non faremo più sfilate o che saranno completamente digitali. Io voglio pensare che, se un nuovo modo debba essere trovato, possa essere una via di mezzo. Le sfilate sono un momento di lavoro, ma anche un momento di ispirazione che non credo possa andare perso. Forse ridimensionato, più intimo…».

Un punto di vista condiviso da Marco Bizzarri di Gucci, che in un'intervista di qualche giorno fa ha prospettato uno scenario misto, con eventi in parte virtuali e in parte fisici, anche se questi ultimi non potranno più essere quelli di prima.
an.bi.
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