Il Mido si proietta oltre la pandemia

Per tornare ai livelli pre-Covid l'occhialeria dovrà attendere il 2022

Dopo un 2020 in sofferenza, l'occhialeria italiana attende i primi segnali di ripresa nel secondo semestre del 2021, mentre la previsione di rientrare ai livelli pre-Covid è rimandata al 2022.

 

A rilevarlo sono i dati Anfao riferiti al 2020, presentati nella conferenza stampa di MIDO 2021 | Digital Edition, la fiera mondiale dell’eyewear, quest’anno con un format eccezionalmente virtuale.

 

La manifestazione andrà in scena dal 5 al 7 giugno grazie a una nuova piattaforma dedicata a espositori e buyer, che debutta il 28 maggio. Il tutto, in attesa dell’edizione in presenza prevista a Rho Fiera, dal 12 al 14 febbraio 2022.

 

A inaugurare il salone sarà un ospite d’eccezione, il fotografo  Albert Watson. L’evento del 6 giugno va dritto al cuore dell’eyewear e affronta due aspetti fondamentali per il settore: la moda e il design attraverso il confronto di 5 talent provenienti da mondi diversi, 4 affermati esponenti del mondo della moda e 4 promettenti designer del settore.

 

Anche quest’anno non mancheranno gli appuntamenti con WGSN: Future Consumer 2022, Millennial and Genx Priorities, The Future Shopper e Eyewear Trends. Un focus particolare verrà dedicato ai materiali innovativi ed ecosostenibili grazie al contributo di Materially e dei 3 eventi in programma durante la fiera: Biomaterially, Transformed Waste, Perfect beauty.

 

Stand, lounge e room diventano virtuali, 7 giorni su 7, 24 ore su 24: spazi di coinvolgimento del pubblico che, fino al 31 dicembre offrono eventi, opportunità di incontro e di business reali, con l’esposizione dei prodotti e la possibilità di negoziazione on line. Un lavoro costante di sviluppo del business e di preparazione all’edizione di febbraio 2022.

 

Il salone di apre in un contesto che permane difficile, nonstante i segnali di ottimismo legati al superamento della crisi pandemica. La produzione nel 2020 è stata di 3,089 miliardo di euro in valore, con un calo del 22,6% rispetto al 2019, mentre le esportazioni hanno chiuso a 2,8 miliardi di euro, con un crollo di circa il 26% rispetto al 2019. In un solo anno è stato bruciato circa un miliardo di euro sia in termini di produzione che di export.

 

Pur segnando il cambio di marcia, grazie all'efficacia del piano vaccinale e alle aperture progressive che hanno dato una spinta alla fiducia di consumatori e imprese, il 2021 resta complesso.

 

«Sulla base delle evidenze del momento - si legge nel comunicato di Anfao - abbiamo stimato che esportazioni del settore registreranno un incremento in valore del 10% sul 2020 nel primo semestre e del 19% nel secondo. Conseguentemente avremo a fine anno una crescita complessiva dell’export del settore del 15% rispetto al 2020, ma ancora sotto di 14 punti percentuali rispetto al 2019».

 

«La vera ripresa con il raggiungimento dei valori pre-pandemici arriverà con ogni probabilità nel 2022», ha sottolineato il presidente di Anfao Giovanni Vitaloni.

A cura della redazione
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