il ministro degli esteri a milano unica

Luigi Di Maio: «Patto per l'Export, promozione, supporto finanziario. I nostri progetti per fiere e moda»

L'intervento di Luigi Di Maio, ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, è stato il piatto forte dell'inaugurazione della 31esima edizione di Milano Unica.

L'esponente del Governo ha parlato dopo che Alessandro Barberis Canonico, neo-presidente della manifestazione che si svolge oggi e domani a Fieramilano Rho, gli aveva rivolto un appello a rafforzare il sostegno all'export delle imprese tessili, a portare avanti il Tavolo della Moda per rivitalizzare un sistema chiave della nostra economia e, non ultimo, a tenere la barra alta con i Paesi soprattutto extraeuropei nelle regole di reciprocità di import ed export.

Il ministro ha esordito sottolineando che «non era assolutamente scontato vedere tutte queste aziende (207, ndr), anche straniere, aderire a una fiera così importante, la prima che riapre le porte del centro espositivo».

«Stiamo dando un segnale di slancio e volontà di ripartenza - ha aggiunto -. Creatività, concretezza e intraprendenza sono caratteristiche tradizionali di Milano Unica, punto di riferimento del tessile e testimonianza di positività e vitalità del made in Italy».

Il tessile-abbigliamento, come ha ricordato il ministro, è per l'Italia il terzo settore manifatturiero - dopo meccanica e automobile - «con quasi 46mila imprese attive e 369.600 addetti. Un comparto che ha subito pesantemente gli effetti della pandemia, con perdite soprattutto in termini di esportazioni».

«In sinergia con Sace, Simest, Ice Agenzia e altre istituzioni - ha proseguito - ci siamo messi al lavoro fin dall'inizio dell'emergenza per sostenere il settore. Abbiamo firmato l'8 giugno il Patto per l'Export, che ha messo a disposizione come punto d'inizio circa 2 miliardi di euro per il rilancio dell'export del made in Italy, insieme ad altri strumenti volti alla promozione oltrefrontiera e alla valorizzazione del sistema fieristico».

Sistema che significa circa 20 milioni di visitatori, 200mila espositori, un migliaio di eventi e un giro di affari di 60 miliardi di euro l'anno «e che quindi merita tutta la nostra attenzione». Attenzione che si traduce per esempio nella nuova Piattaforma 365, realizzata insieme a Ice Agenzia, in un programma straordinario di incoming di buyer, influencer e giornalisti ai saloni italiani d'impronta internazionale (anche virtuali), in azioni promozionali e progetti speciali.

«Abbiamo quasi ultimato - ha annunciato Di Maio - la gara da 50 milioni di euro per una campagna di comunicazione straordinaria sull'Italia e le sue fiere all'estero nei mercati nevralgici per il made in Italy. È la più grande grande gara di comunicazione mai bandita in Italia».

Sul versante finanziario «abbiamo stanziato in primis fondi a credito d'imposta per gli operatori fieristici e le aziende che hanno subito danni a seguito dell'annullamento e della mancata partecipazione a saloni ed eventi, prevedendo l'ampliamento geografico del Fondo 394 di Simest anche alle nazioni dell'Unione europea e istituendo una componente a fondo perduto. In questo modo le imprese italiane potranno accedere ai finanziamenti agevolati per la partecipazione a rassegne internazionali, in programma in Europa e in Italia».

«Il Decreto Agosto - ha spiegato Di Maio - istituisce un'apposita sezione del Fondo 394, con risorse che arrivano fino a 300 milioni di euro, per sostenere i processi di internazionalizzazione degli enti fieristici italiani e permettere alle manifestazioni di affrontare le difficoltà legate agli ammanchi del 2020».

Nel Patto per l'Export «abbiamo rafforzato una componente di promozione integrata, basata sull'intersecarsi di cultura, economia e innovazione, introducendo il programma Vivere all'Italiana tramite le nostre ambasciate, uffici Ice, consolati e istituti di cultura in tutto il mondo. L'obiettivo è rilanciare il made in Italy e attrarre investimenti».

La moda «è un comparto di riferimento, un ambito privilegiato in cui convergono tradizione artigiana e innovazioni tecnologiche, identità locale e respiro internazionale. Le dedicheremo un asse promozionale specifico, in sinergia con le principali associazioni di categoria».

«Siamo al vostro fianco - ha concluso il ministro - consapevoli che ci sono ancora parecchie cose da fare. Del resto, non esisteva un manuale di istruzioni per affrontare il mondo post Covid. Abbiamo progettato diversi strumenti nei giorni del picco sanitario: tanti sono da migliorare, da cambiare o da reinventare. Lo faremo insieme e potrete contare su tutti gli enti che si occupano di internazionalizzazione e di fiere, oltre che sul Corpo Diplomatico, che io stesso guido da un anno a questa parte».

 







a.b.
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