Il nuovo presidente fa appello all'unità

Santucci (Camera Buyer): «I processi non sono più sostenibili, il sistema va ripensato»

«È necessario ripensare un sistema dalle caratteristiche vessatorie e massimaliste, caratterizzato da processi che non sono più sostenibili»: questo il pensiero di Giacomo Santucci, appena eletto presidente di Camera Buyer Italia al posto di Francesco Tombolini, espresso in una lettera inviata agli associati.

Nella lettera, come riporta il CorriereEconomia, Santucci insiste sull'importanza di una ripresa che sia focalizza sulla collaborazione di tutti gli attori del sistema. Una ripresa responsabile, dunque, in cui ognuno deve essere consapevole delle conseguenze dalle proprie azioni dal punto di vista collettivo e sociale.

«Bisogna affrontare di nuovo il problema della stagionalità - continua il nuovo patron dell'associazione, che da trent'anni raccoglie i best shop del nostro Paese -, elaborare le linee guida per la sicurezza, progettare nuovi prodotti, traghettare il sistema in questa realtà e riconquistare la coscienza sociale lavorando a un progetto sostenibile nel tempo. E questo significa anche creare maggior valore».

Occorre insomma ripensare il tessile-abbigliamento e per questo è necessario che gli attori del sistema siano sempre più uniti, in uno scenario in cui l'asticella del digital si alza costantemente e in cui il controllo attento della filiera, in tutte le sue fasi, diventa sempre più importante. 

Non un processo facile, ha sottolineato l'executive, che nel nuovo ruolo metterà a frutto l'esperienza maturata in importanti griffe come FerragamoPradaGucciDolce&Gabbana. Un percorso che richiederà un serio ripensamento, già iniziato da tempo, ma che l'emergenza Covid-19 ha affrettato.

«Già dai primi anni del 2000 il sistema ha assunto caratteristiche vessatorie e massimaliste dove le grandi società, quotate in Borsa e alle quali interessa soltanto una crescita smisurata dei ricavi, premono sul sistema. Si innestano così processi che non sono più sostenibili, snaturando il mercato con pezzi, pezzi, pezzi, in un continuo succedersi di collezioni, pre-collezioni, capsule collection, capi per occasioni speciali», è il suo messaggio.

Come puntualizza l'exective, manca purtroppo in questo scenario «un'unica struttura rappresentativa del settore che dialoghi con il governo come fanno i metalmeccanici, che peraltro sono meno numerosi di noi. È proprio la convinzione che si parli con troppe voci a generare una specie di assenza».

Un punto di vista già espresso giorni fa da Patrizio Bertelli e condiviso appieno da Santucci, che annuncia sibillino l'intenzione di lanciare un progetto per il futuro: «Ci metto la faccia, pronto a parlare a nome dell'intero sistema».

A cura della redazione
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