Il punto sul mercato del childrenswear

Crespo Rappresentanze: «Prevale un cauto ottimismo»

Si percepisce un cauto ottimismo tra i buyer di abbigliamento infantile. Forse perché la maggior parte spera che fra agosto e settembre, con le consegne per l’autunno-inverno prossimo, la situazione sul fronte emergenza sanitaria vada migliorando. Lo sostiene Paolo Crespo, co-titolare dell’agenzia Crespo Rappresentanze, punto di riferimento del childrenswear e dell’abbigliamento femminile nel Nord Italia e all’estero, che presidia dalle sedi a Rivoli (Torino, nella foto) e Milano.

«Abbiamo all’attivo una selezione di clienti ben strutturati: una base solida che arriva in showroom con un atteggiamento positivo - racconta Crespo -. Nonostante le difficoltà hanno ben chiaro che per andare avanti è importante procedere agli acquisti, così da avere la merce in negozio al momento giusto».  

«Noi - prosegue - rappresentiamo oltre 50 aziende e notiamo che ora l’approccio dei clienti è mirato: si concentrano sui fornitori di riferimento, quelli con cui hanno instaurato da tempo delle collaborazioni e realizzato accordi che vanno dal corner alle agevolazioni per esempio a livello di sconti, resi o sostituzioni in stagione. Di fatto si cerca di estendere la collaborazione per stare più tranquilli in questa situazione di criticità».

Così emerge ancora di più il ruolo di filtro dell’agente, che deve saper selezionare i clienti più seri e metterli in contatto con le aziende più solide e disposte ad accettare le nuove condizioni. Questo senza mettere da parte il suo ruolo di talent scout: tra i marchi da tenere d’occhio Crespo cita Le Volière, sinonimo di womenswear e di proposte teen mini-me che da un paio d’anni sta vivendo un exploit grazie alla collaborazione (e alla visibilità) con Chiara Ferragni.   

«Si lavora più di prima, con una maggiore preparazione a monte e teniamo sempre la showroom aperta: il cliente lo sta notando e lo apprezza». «A gennaio come pure in dicembre - aggiunge - il 90% circa dei buyer ha scelto di prendere visione delle collezioni in presenza». La showroom digitale può essere di aiuto, permette di farsi un’idea della collezione, vedere i capi indossati persino in 3D anche se al momento si rivela un canale alternativo soprattutto nel caso di marchi già ben noti ai multimarca e di capi continuativi o basici, non per un total look.

Intanto la moda bimbo per l'autunno-inverno 2021 è di scena anche a Pitti Bimbo, che si presenta in formato digital sulla piattaforma Pitti Connect, a due settimane dalla partenza di Pitti Uomo in digitale e fino al 5 aprile: marchi del made in Italy ed esteri hanno oltre due mesi di tempo per mostrare le nuove collezioni a buyer e stampa. In più è prevista una serie di appuntamenti in live streaming, per approfondire specifici temi e conoscere l’attività di singole aziende del childrenswear.

Un appuntamento fieristico che evolve, tutto da vagliare in questa nuova versione e alla sua seconda prova, anche se la speranza di Paolo Crespo è che quanto prima si torni a incontrarsi negli stand dal vivo, «dove si percepiscono gli umori, ci si confronta e si possono cogliere tutte le sfumature di un prodotto: i colori, i tessuti, il tasso di creatività, la vestibilità e i possibili mix». 

e.f.
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