IL SALONE HA CHIUSO A SEGNO PIÙ

Una tavola rotonda a Mapic Italy: nella corsa al digitale non si può restare indietro

Sono stati oltre 2.200 i partecipanti (+10% rispetto all'edizione precedente) da 40 Paesi a Mapic Italy e Mapic Food, rassegne dedicate al retail real estate che hanno chiuso i battenti ieri al MiCo di Milano.

Oltre 850 sul totale i retailer, di cui 400 dei settori food & beverage, in quello che non si pone come un semplice salone ma come un contenitore, oltre che di prodotti, anche di approfondimenti e riflessioni sui macro-trend del mercato.

Uno degli appuntamenti più seguiti è stato il panel di discussione sul tema della digitalizzazione e delle sue ripercussioni sulle strategie dei punti vendita fisici, con interventi di Marc Sondermann, direttore di Fashion magazine ed eBusiness, media partner della manifestazione, Andrea Maria Allara (head of sales & business development di Satispay), Francesco Riganti (marketing director di Mondadori Retail), Simone Maggi (ceo di Lanieri), Sandra Riccardi (director centermanagement per l'Italia, l'Ungheria e l'Austria di Ece Projektmanagement) e Andrea Facchini (digital experience lead, digital strategy & iX lead di Ibm iX). 

Da Marc Sondermann è arrivato un messaggio forte e chiaro a brand e aziende, della moda ma non solo: «Il mercato si sta evolvendo a una velocità vertiginosa - ha detto - testimoniata per esempio dall'avanzata inesorabile dei marketplace (Amazon è solo la punta dell'iceberg), mentre i negozi fisici fanno fatica a mantenere il proprio footfall».

«A livello di location - ha aggiunto - non è detto che ci siano ormai tutte queste differenze tra una vetrina in via Condotti e una al Terminal 5 dell'aeroporto di Heathrow, come mi faceva notare proprio ieri Giovanna Furlanetto, presidente di Furla, durante il suo intervento alla Ceo Roundtable di Fashion ed eBusiness».

«A fronte di una minoranza di player che si stanno reinventando - ha aggiunto il nostro direttore - c'è ancora uno zoccolo duro intorno al 70% che ha difficoltà a tenere il passo con le sfide di cui quotidianamente parliamo all'interno dell'associazione di digital manager di cui faccio parte».

Si delinea dunque un andamento a due - o forse più - velocità: da un lato chi perde terreno e, dall'altro, chi è protagonista di rapidissime escalation, «vedi il brand italiano Gcds (success history analizzata sempre alla Ceo Roundtable, con l'intervento sul palco del co-fondatore Giordano Calza, ndr) oppure, nell'ambito degli occhiali, l'americano Warby Parker».

Alcune aziende del made in Italy, come Otb o Zegna, stanno accelerando nella digitalizzazione anche grazie all'impegno dei figli e nipoti dei fondatori, «che proiettano realtà consolidate nel futuro: una scelta obbligata, perché chi si ferma è perduto», ha concluso Sondermann.

Sempre a proposito di moda, Simone Maggi di Lanieri ha ripercorso l'iter di questo e-commerce del su misura maschile, che attraverso una formula omnichannel è riuscito a conquistare chi, soprattutto tra i giovani, storceva il naso di fronte all'abbigliamento formale: «L'85% dei nostri clienti - ha affermato l'imprenditore - non aveva mai acquistato modelli tailor made prima di sceglierci, in quanto considerava questo mondo vecchio e polveroso».

Andrea Facchini di Ibm iX ha ricordato quanto sia importante mettere a disposizione del personale di vendita dei negozi strumenti evoluti di customer engagement: «Solo così gli store fisici avranno una chance di sopravvivenza, se non di successo».

Quanto a Francesco Riganti di Mondadori Retail, ha citato un dato che fa pensare: «Nell'ambito dei libri, il 95% dei volumi commercializzati non arriva a un migliaio di copie tirate, ma sono circa 2mila i punti vendita. In quest'ambito l'e-commerce ha scavalcato le librerie indipendenti».

Sandra Riccardi di Ece Projektmanagement ha portato alla ribalta il progetto Digital Mall, una piattaforma online che consente alla clientela di connettersi con i centri commerciali fisici per esplorare dettagliatamente l'offerta, fare ordini e, in sintesi, sperimentare una shopping experience che abbatte i confini tra il mall reale e quello virtuale, mentre Andrea Maria Allara ha fatto il punto su Satispay, «un sistema innovativo di pagamento, ma anche uno strumento avanzato di marketing e promozione».

Fondata appena sei anni fa, Satispay sta ottenendo risultati oltre le più rosee aspettative: nel 2018 oltre un terzo dei pagamenti in negozio via smartphone (mobility proximity payment) nel nostro Paese è stato fatto con questa app, il che spiana la strada alla startup per partire alla conquista dell'Europa, dando del filo da torcere a super competitor come Apple Pay.

Da notare che, come riporta l'Osservatorio eCommerce del Politecnico di Milano, durante il 2018 le transazioni contactless nella Penisola hanno raggiunto la cifra di 1 miliardo di euro.

I mobility proximity payment, in particolare, hanno fatto un balzo del 650%, totalizzando 530 milioni di euro, con 15,6 milioni di transazioni effettuate.

a.b.
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