Il tasso di conversione può triplicare

Astound Commerce alla conquista dei fashion brand italiani

Punta alle aziende italiane - della moda in primis, ma non solo - l’americana Astound Commerce, specializzata nei servizi di digital commerce. Non è un caso che dall’inizio di quest’anno abbia aperto una unit nel nostro Paese, a Milano, dove questa mattina ha organizzato un incontro con la stampa, da cui è emerso il forte potenziale di sviluppo delle vendite online dei fashion brand italiani.

Nelle stime dell'agenzia californiana, attiva in oltre 50 Paesi attraverso un migliaio di specialisti delle vendite online, la quota dei ricavi derivanti dall’e-commerce si aggira, per i marchi italiani, intorno al 3% del fatturato totale, contro il 30% di alcune label Usa o tedesche. «Far duplicare o triplicare le vendite digitali è la nostra missione», afferma Massimo Marconi, vice president Sales & Client services di Astound Commerce per l’Italia.

«C’è anche un margine di crescita del tasso di conversione», aggiunge. Secondo Astound Commerce, infatti, è plausibile portarlo da una media del 3% al raddoppio, se non al 10%.

A patto però che si arrivi a comprendere che «il web shop da solo non basta», come sottolineato da Lars Feldscher (nella foto), managing director Astound Commerce per l’area Dach e il nostro Paese. I fattori che, a suo parere, devono raggiungere livelli di eccellenza per migliorare le performance sono la user experience, lo user engagement e la technical execution.

Nel business dell’e-commerce i tre fattori non vanno sommati fra loro, ma moltiplicati: «Basta che soltanto uno sia inefficiente, per rendere pari a zero il risultato della moltiplicazione e annullare gli effetti degli investimenti negli altri due aspetti della strategia online. Quello che abbiamo notato, osservando le aziende italiane, è che hanno grande feeling con il design e la creatività, mentre presentano dei gap quando si entra nel dettaglio degli aspetti tecnici».

Una delle case history di successo illustrate dall’agenzia è quella del cliente Adidas, che in sette anni ha portato da 90 milioni a 2 miliardi di euro i ricavi derivanti dai suoi e-store nel mondo.

Le soluzioni di Astound Commerce sono state scelte anche da brand come Under Armour, The North Face, Puma, Reebok nonché da fashion brand come Jimmy Choo, Philipp Plein e Bally, mentre tra gli italiani spiccano Versace, Golden Goose, Boggi e Vibram.

Il gruppo spazia inoltre in settori come la cosmesi, l’healthcare, il food, il mothercare, i giocattoli, i piccoli elettrodomestici e la componentistica per auto.

Massimo Marconi interverrà alla prossima Ceo Roundtable on Commerce Innovation di Fashion e eBusiness, in programma il 7 novembre presso Palazzo Parigi a Milano.
e.f.
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