In arrivo aperture a Pechino e Shanghai

Moorer inaugura a Hong Kong e spinge l’acceleratore sull’Asia

C’è l’Oriente nel mirino di Moorer. Il brand di outerwear premium riprende le fila di un discorso iniziato prima del Covid con l’apertura dello store di Ginza e annuncia l’avvio di un punto vendita a Hong Kong, all’interno del luxury mall Sogo.

Nello spazio, che riprende i segni distintivi dei flagship store del marchio, vengono vendute le collezioni uomo, donna e total look della label veronese.

Si tratta del primo step di un progetto che prevede l’annuncio entro questo mese di ottobre di nuove inaugurazioni in Cina, a partire da Pechino e Shanghai, e il rafforzamento della presenza in Corea.

Una strategia che si integra con un approccio mirato al mondo digital, sia dal punto di vista della comunicazione che dei canali di vendita.

Dopo avere sviluppato negli anni un netework distributivo ben strutturato dal punto di vista del wholesale, Moorer punta ora a un approccio selettivo nella scelta delle città e delle location retail, che mira a enfatizzare il posizionamento premium luxury delle sue collezioni made in Italy.

L’obiettivo di questi spazi, sottolinea una nota, è presentare un brand mix che rappresenti l’intero lifestyle della label, non solo capispalla ma anche maglieria, denim e accessori. 

«Dopo lo stop imposto dalla pandemia diventa cruciale avere una presenza nei punti chiave in Cina, a Hong Kong e in Corea, per consolidare il percepito di eccellenza che i clienti locali avevano conosciuto nelle nostre boutique europee. E ovviamente per farlo conoscere ad altri clienti», spiega Moreno Faccincani, ceo di Moorer. 

La label è uscita a testa alta dalla rapide della pandemia, avendo chiuso il 2020 con una crescita del 20% del fatturato, passato da un consolidato 2019 di circa 30 milioni di euro a un totale di 35 milioni di euro.

Una parabola positiva per il marchio fondato nel 2006 da Moreno Faccincani e partecipato dall’ottobre 2019 da Borletti Group.

c.me.
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