In arrivo nel decreto salva economia

Coronavirus: per le aziende stop a tasse e tagli a bollette e canoni d’affitto

Anche se il testo del decreto salva economia è ancora in via di definizione (è atteso entro lunedi 16 marzo) e al momento circolano solo bozze provvisorie, sono date ormai per certe alcune norme a sostegno della liquidità delle aziende colpite dall’emergenza Covid-19, incluse  ovviamente le 65mila imprese impegnate in Italia nel settore tessile, abbigliamento e accessori e che danno lavoro a oltre 615mila persone.

Slitta il pagamento di tasse e contributi (vedi altra notizia), ma nel provvedimento sono previste ulteriori misure economiche e fiscali, a sostegno delle imprese in difficoltà.

È praticamente data per scontata la cassa integrazione in deroga con procedure automatiche. Potrà durare nove settimane e riguarderà tutti i settori e le aziende sprovviste di altri ammortizzatori sociali che hanno sospeso o ridotto l’attività.

Verranno garantite anche le imprese composte da un solo dipendente. Per le aziende da 5 a 50 dipendenti sarà potenziato il Fondo di integrazione salariale.

Principalmente per le famiglie, ma anche per le imprese, si dovrebbe facilitare l'accesso alla moratoria dei mutui. Tra gli aiuti previsti, uno molto atteso dagli imprenditori del settore moda con forte business retail è il sostegno al pagamento dell’affitto.

Secondo le bozze circolate del decreto, si starebbe pensando di accordare la sospensione temporanea del canone o almeno la riduzione, compensando il proprietario dell’immobile con un credito d’imposta. Sotto esame anche la proposta di ridurre le bollette delle utenze.

Il sistema della moda italiana nel 2019 ha superato i 90 miliardi di euro di fatturato complessivo, in crescita dello 0,8% rispetto all’anno precedente e sulla spinta dall'export (+6,2%, a 71,5 miliardi). 

A inizio febbraio, quando il Coronavirus ormai dilagava in Cina, ma la crisi in Italia doveva ancora esplodere, la Camera Nazionale della Moda Italiana stimava le perdite del settore intorno all’1,8% nel primo trimestre dell’anno.

Ma a sei settimane di distanza, la proiezione risulta ormai ottimistica: la conta dei danni rischia di essere più seria.

an.bi.
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