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La Corea chiama, l'Italia risponde: 43 aziende made in Italy volano a Seoul

Nei primi dieci mesi del 2017 l'export del tessile-moda italiano verso la Corea ha registrato un +10%: un buon motivo per presidiare l'area secondo Ente Moda Italia, che in occasione della 12esima edizione di La Moda Italiana a Seoul, porta al Westin Chosun Hotel della capitale coreana 43 marchi made in Italy.

 

Da domani (31 gennaio) al 2 febbraio la squadra di brand italiani, specializzati in abbigliamento in pelle e pellicceria, accessori, borse, valigeria, calzature, cappelli, capispalla e knitwear, presenteranno le loro collezioni per l'autunno-inverno 2018/2019. Tra i partecipanti Aldo Bruè, Amina Rubinacci, Manufacture D'Essai e V73.

 

Questa edizione, realizzata in collaborazione con Sistema Moda Italia eAssocalzaturifici, beneficia anche del supporto promozionalediICE-Agenzia per la Promozione all'estero e l'Internazionalizzazione delle imprese italiane, che ha realizzato una campagna di comunicazione mirata e progetti promozionali dedicati a rafforzare l’iniziativa presso gli operatori del settore coreani, assieme ad alcuni servizi di accoglienza e sponsorshi, oltre che la consulenza di People of Taste, piattaforma di agent business che supporta i designer internazionali e la loro creatività sul mercato coreano.

 

Proprio in collaborazione con People of Taste, Ente Moda Italia lancia, in vista di questo appuntamento, il portale web lamodaitalianaaseoul.com, attraverso il quale i buyer potranno trovare tutte le informazioni utili sulle aziende partecipanti alla manifestazione.

 

«Gli scambi commerciali con la Corea del Sud si sono intensificati nelle ultime stagioni, così come sono in crescita le partecipazioni dei buyer coreani ai saloni italiani - commenta Alberto Scaccioni, amministratore delegato di Emi -. Un segnale evidente del grande apprezzamento che questo mercato riserva allo stile e al prodotto made in Italy. Essere a Seoul con una selezione di piccole e medie imprese italiane è un’occasione fondamentale per valorizzare la qualità delle loro collezioni e intensificare i legami con gli operatori locali».

 

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