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Milano Unica in trasferta a Shanghai

Nona edizione per Milano Unica Cina, la trasferta del salone tessile milanese a Shanghai, in programma dal 16 al 18 marzo con le collezioni primavera-estate 2017 di 78 espositori. Si tratta del terzo appuntamento di Milano Unica World nel nuovo anno espositivo, dopo MU New York e la XXIII edizione di Milano Unica nel capoluogo lombardo.

 

Il presidente Ercole Botto Poala conta di ripetere i risultati positivi dello scorso ottobre - quando erano intervenuti oltre 4mila operatori, +3% sul risultato già buono del marzo 2015 - e di compensare il calo delle aziende provenienti dalla Repubblica Popolare che si era verificato a Milano lo scorso febbraio, a causa della concomitanza con il Capodanno cinese.

 

Uno dei poli di attrazione per questi operatori è l'Area Trend che, come sottolinea il direttore generale della kermesse, Massimo Mosiello, permetterà loro di rivivere l'atmosfera dello spazio allestito al Portello, in un'ambientazione suggestiva e, al tempo stesso, ricca di informazioni.

 

L'ottimismo di Ercole Botto Poala è suffragato anche dal fatto che gli spazi del National Exhibition and Convention Center offrono in questi giorni uno spaccato esaustivo della filiera made in Italy, grazie alla presenza dell'abbigliamento e degli accessori nel padiglione La Moda Italiana@Chic, frutto di una sinergia tra Emi-Ente Moda Italia, Sistema Moda Italia, il Mise, Assocalzaturifici e l'Agenzia Ice, in collaborazione con Seint.

 

L'imprenditore definisce Milano Unica Cina «uno dei gioielli dell'internazionalizzazione attuata in questi anni dalla nostra manifestazione, insieme al Mise e ad Agenzia Ice, suo braccio operativo nel mondo».

 

«È un momento di prestigio per l'immagine del nostro Paese» ribadisce Claudio Pasqualucci, che guida l'Agenzia Ice di Shanghai, mentre sempre a nome di Ice Amedeo Scarpa (direttore degli uffici di questo ente nella Repubblica Popolare e della filiale di Pechino) aggiunge: «Abbiamo mobilitato la nostra intera rete nel Paese, per estendere l'invito a buyer e addetti ai lavori selezionati nelle principali piazze di acquisto».

 

Ercole Botto Poala cita alcuni dati riportati da China Daily sulla base di uno studio di Fortune Character Group: «Dei 160 miliardi di euro destinati dai cinesi agli acquisti nel 2015, oltre il 60% ha riguardato i prodotti di alta gamma, una categoria nella quale rientrano, in forma di semilavorati, i prodotti della nostra industria. Praticamente il 46% delle vendite globali del lusso è concentrato in questo continente».

 

«La spesa - prosegue Botto Poala - avviene prevalentemente all’estero (+12%), a causa della forte tassazione imposta dal governo sui beni luxury che non ha, tuttavia, fermato l'incremento anche del giro d’affari interno (+3%). Cina (+9,6%) e Hong Kong (+8 %) assieme, con 302 milioni di euro in valore, insidiano il primo posto della Germania (304 milioni di euro, sempre in valore) nella classifica dei primi 15 Paesi verso i quali si indirizza l’export dei tessuti Made in Italy».

 

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