In difesa del calzaturiero italiano

Badon (Assocalzaturifici) chiede al Governo il made in obbligatorio in Ue

«Per difendere il Made in Italy calzaturiero chiediamo che la politica e le istituzioni si impegnino a livello europeo, per far approvare una norma che introduca l’informazione di origine obbligatoria». Queste le dichiarazioni di Siro Badon, presidente di Assocalzaturifici, intervenuto ieri a Roma, a Palazzo Chigi, per la presentazione al Governo del progetto “Strategie di difesa attiva del made in Italy calzaturiero. Il distretto fermano-maceratese nella nuova globalizzazione", curato dall’Istituto di ricerca Eurispes.

«Se il valore fondante dei nostri prodotti risiede nell’autenticità dell’eccellenza di chi lo produce - ha spiegato Badon - è fondamentale e necessario che in Europa venga garantita assoluta trasparenza. Questa riforma deve essere una priorità politica del Governo, perché una norma sul made in tutela l’impresa che crea valore e sviluppo nei territori in cui è radicata la cultura del lavoro. Dobbiamo partire da questo punto per rafforzare un comparto cruciale per l’economia, costituito di eccellenze e competenze di altissimo profilo».

Produrre in Italia non è conveniente per via del costo del lavoro e delle incertezze giuridico-normative ma, secondo il presidente dell’associazione di categoria, è «irrinunciabile». E ha aggiunto: «Se non vogliamo perdere terreno sui mercati internazionali e pagarne le conseguenze, con un altissimo costo in termini economici e sociali, non c’è altra scelta che far valere le ragioni del nostro patrimonio industriale in campo internazionale».

In base alle statistiche elaborate in novembre dal Centro Studi di Confindustria Moda nel primo semestre del 2019 le calzature made in Italy hanno registrato un aumento delle vendite all’estero del 7,1% e il prezzo medio ha raggiunto la cifra di 47,55 euro al paio (+8,2%). Tuttavia la produzione è scesa in volume (-2,3%) e rispetto al dicembre 2018 si contano 119 calzaturifici in meno tra industria e artigianato (-2,6%) e la perdita di 492 addetti (-0,7%). 

e.f.
stats