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Tax Free Shopping: i viaggiatori da Usa e Paesi del Golfo locomotive della ripresa

Durante l'estate il Tax Free Shopping nell'Europa continentale ha rialzato la testa, come ha sottolineato stamattina nel corso della conferenza annuale dell'Osservatorio Altagamma Pier Francesco Nervini (nella foto), coo Northern & Central Europe & Global Accounts di Global Blue.

«Una stagione in cui si è registrato il più alto tasso di recovery da inizio pandemia - ha affermato - grazie alla parziale riapertura delle frontiere europee, alla riattivazione dei voli a lungo raggio e a una forte voglia di shopping tra i viaggiatori».

Il recupero complessivo è stato in media del 38% rispetto all'estate di due anni fa, con un picco del 40% in agosto: un dato in netto aumento rispetto alla media del 15% tra aprile e giugno 2021.

Le mete top per il Tax Free, come la Francia (49% a settembre vs. settembre 2019), l'Italia (38%) e la Spagna (38%) «hanno tutte beneficiato di un recovery in costante incremento - ha sottolineato Nervini - anche se i tassi di recupero più alti li hanno registrati le nazioni che hanno ammorbidito le restrizioni di frontiera prima del periodo estivo, come Grecia (70%) e Turchia (182%)».

Tra luglio e settembre gli shopper provenienti dai Gcc/Paesi del Golfo (Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Qatar) hanno impresso una spinta determinante al Tax Free Shopping nell'Europa continentale, raggiungendo l'86% dei livelli di spesa del luglio-settembre 2019, con un picco del 143% a settembre. Una media estiva del 112% è stata ottenuta in Francia, seguita dalla Spagna con l'84% e dall'Italia al 73%.

In particolare, come ha fatto notare Nervini, sono stati soprattutto i viaggiatori high spending a guidare la svolta: gli acquirenti "Elite" dei Gcc hanno registrato un recovery medio del 125% durante l'estate, anche in seguito alla parziale riallocazione della spesa dal Regno Unito all'Europa, dopo la decisione del governo di Boris Johnson di fermare il Tax Free Shopping in Gran Bretagna da inizio 2021.

Il fatto che lo scorso giugno i viaggi dagli Usa sono stati approvati dal Consiglio dell'Ue ha fatto sì che i traveller statunitensi abbiano ricominciato a spostarsi nel nostro continente: dopo un'impennata iniziale, la spesa è rimasta alta per tutta l'estate, con una media del 73% e un 85% in agosto (nell'aprile-giugno di quest'anno non si andava oltre a un tasso del 16%).

Tornando a parlare del Regno Unito, i turisti inglesi sono ora abilitati al Tax Free Shopping in seguito alla Brexit: questo si è tradotto in un 3% o poco più della spesa Tax Free in Europa tra agosto e settembre, «una percentuale piccola, ma significativa», ha sottolineato Nervini, anche perché il loro budget medio, pari a 1.500 euro, è stato il doppio di quello a livello europeo.

Si profilano prospettive di ulteriore miglioramento. Secondo un'analisi su 16mila acquirenti globali che hanno già fatto una transazione Tax Free Shopping con Global Blue, il 70% dei turisti internazionali intervistati tra settembre e ottobre dice di essere disposto a viaggiare nei prossimi mesi, salvo quarantene: un dato in crescita rispetto al 62% di luglio e agosto. Nelle categorie Elite e Frequent la percentuale sale al 76%.

A cura della redazione
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