In Francia, Uk e Germania oltre il 63% delle vendite

L'e-commerce in Europa è ancora in crescita: nel 2021 raggiunti 718 miliardi di euro

Gli europei comprano sempre più online. Lo rivela il rapporto stilato da due organizzazioni che rappresentano il settore, Ecommerce Europe, l’Associazione Europea del Commercio Digitale, ed EuroCommerce. Nel 2021 il fatturato delle vendite via web è aumentato del 13%, fino a raggiungere i 718 miliardi di euro.

Non solo il settore continua a crescere ma supera addirittura i dati del 2020, anno durante il quale l'Europa ha vissuto prolungati periodi di lockdown, caratterizzati dalla chiusura delle imprese e dei negozi. Nel corso del 2020, le vendite online di beni di consumo erano aumentate del 10%, nonostante il calo delle vendite nel settore del tempo libero e del turismo. In totale, avevano raggiunto 633 miliardi di euro nel 2020 su base comparabile, secondo la valutazione delle due organizzazioni, effettuata con il centro di analisi di mercato dell'Università di scienze applicate di Amsterdam.

A generare la cifra di 718 miliardi sono tutte le vendite effettuate nei 27 nazioni dell'Unione Europea, aggiungendo dieci Paesi terzi tra cui Regno Unito, Svizzera e Ucraina. La Russia, originariamente inclusa nel bilancio 2020, è stata invece esclusa.

Secondo il report, è nell'Europa occidentale - che comprende in particolare Francia, Regno Unito e Germania - che l'e-commerce europeo è il più importante: questa regione ha rappresentato nel 2021 il 63% delle vendite, in linea con 450 miliardi di euro di fatturato. Segue il Sud Europa con Italia, Grecia e Spagna, che lo scorso anno ha rappresentato il 16% del turnover totale con 118 miliardi di euro.

Lo studio sottolinea che l'incremento del 2021 è stato nei volumi, ma che il numero di coloro che hanno fatto shopping online l’anno scorso è leggermente diminuito, passando dal 74% nel 2020 al 73% nel 2021. Per il 2022, EuroCommerce ed Ecommerce Europe stimano che l'avanzata del settore si stabilizzerà attorno al livello di 2021, nonostante la guerra in Ucraina e l'inflazione che potrebbero incidere sulla spesa.

an.bi.
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