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Lo swimwear a Mode City: in Europa tiene l'alto di gamma, fascia media in calo

Nonostante la delicata situazione economica, non tutti gli europei rinunciano alle vacanze: riducono il periodo di villeggiatura o scelgono mete nazionali, ma cercano sempre un soggiorno di qualità in termini di lifestyle, esperienze e anche abbigliamento. Al salone parigino Mode City la radiografia delle abitudini d'acquisto in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito.

 

Il salone Mode City, di scena a Parigi nei giorni scorsi - ha chiuso i battenti il 10 luglio - ha analizzato l’evoluzione del mercato dello swimwear: è emerso che il 50% delle vendite annuali di questo settore nei cinque maggiori Paesi europei - Italia, Francia, Spagna, Germania e Inghilterra - si realizza durante il periodo delle vacanze, nell’arco dei tre mesi di luglio, agosto e settembre, anche se le percentuali variano da una nazione all'altra in base al clima e alle abitudini nello shopping.

 

Nel 2016 il mercato della moda mare ha registrato una crescita del 2% in Spagna, Germania e Gran Bretagna, mentre è rimasto stabile in Francia e ha subito una riduzione in Italia: una flessione dovuta in particolare al calo del sell out di modelli maschili, oltre che alla diminuzione dei prezzi nella donna.

 

La Penisola ha comunque totalizzato il secondo fatturato europeo del 2016 subito dopo la Francia. Seguono Spagna, Germania e, a grande distanza, Inghilterra.

 

Sul fronte delle destinazioni d’uso, la fetta più importante (63%) riguarda il tempo libero (tintarella e beachlife), che batte l’attività sportiva.

 

Sul 37% rappresentato dal settore sportivo, il 5% delle vendite è destinato al nuoto (allenamento e competizione) e il 32% alla piscina (nuoto dolce, health club, aquagym).

 

Il beachwear femminile fa la parte del leone (54% del mercato in valore), mentre l'uomo si ferma al 29%. Il kid pesa per il 17%.

 

Se si considera la donna (oltre i 14 anni, uso tempo libero) si nota come nel 2016 la fascia premium del mercato - rappresentata dai costumi da 50 euro in su - abbia riguardato il 24% del totale delle vendite europee di swimwear a valore, una quota rimasta relativamente stabile negli ultimi quattro anni.

 

Nel medesimo periodo si è tuttavia accentuato il cosiddetto “effetto clessidra”, con una progressiva contrazione della fascia media (30-40 euro il cartellino medio) a favore dell'entry price (fino a 20 euro), che ha guadagnato terreno.

 

Nelle cinque nazioni monitorate il 15% circa delle donne di età superiore a 14 anni acquista almeno un costume l’anno per i momenti "leisure". In questi segmento, l'anno scorso il bikini ha rappresentato il 70% del giro d’affari europeo, con il "mix and match" che ha costituito il 3% degli acquisti.

 

Una richiesta, quella dei bikini scombinabili per taglie, stili e modelli, di grande attualità anche nel 2017, come hanno ribadito i dettaglianti intervistati.

 

 

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