In linea con il Green Deal del 2019

European Fashion Alliance: al via un piano di azione per una moda più sostenibile

SGP

Partirà da quest’anno a livello europeo l’indagine conoscitiva ideata dalla European Fashion Alliancen (Efa), volta a comprendere quali sono le esigenze e le sfide delle micro, piccole, medie e grandi imprese del settore moda e tessile. Obiettivo, identificare le azioni concrete verso un percorso di sostenibilità in linea con il Green Deal formulato dall’Unione Europea nel 2019.

Un deal che, come si sa, prevede la riduzione delle emissioni nette di gas serra a zero entro il 2050 e a cui, ne è convinta Efa, anche l'industria della moda deve urgentemente contribuire, in quanto l'impronta di Co₂ e l'impatto ambientale della produzione tessile e del consumo di moda sono ancora enormi.

Il piano di azione messo a punto da Efa è frutto dell’incontro svoltosi lo scorso ottobre al primo summit lanciato dall’organizzazione nata a Francoforte nel giugno del 2022, alleanza transnazionale di istituzioni europee della moda, che intende promuovere un ecosistema fertile, sostenibile e inclusivo per la moda europea.

Una realtà che tra i suoi membri conta realtà come la Camera Nazionale della Moda Italiana, il British Fashion Council, la Copenhagen Fashion Week, la Fédération de la Haute Couture et de la Mode e la Fédération Française du Prêt à Porter Féminin, per citarne alcune.

In occasione del summit, svoltosi su invito del network di moda di Gran Canaria Moda Calida, erano stati individuati i quattro pillar, su cui si andrà a lavorare nel periodo che va dal 2023 al 2027.

Sul tappeto temi come la definizione di un codice di condotta etico, sociale e sostenibile per i membri dell'Efa e, per estensione, per l'industria della moda; il nuovo Green Deal per il fashion a livello europeo; la creazione di pratiche di formazione sostenibile, tecnologica e di responsabilità sociale e culturale per i principali stakeholder dell'Efa; l’empowerment della GenZ, leva imprescindibile in un percorso di transizione digitale, circolare e sociale dell’industria della moda.

L’obiettivo è portare a compimento in tempi brevi l’indagine conoscitiva, al fine di identificare un quadro di priorità in risposta all’attuale legislazione, che deriva tra l’altro dalla Strategia europea per il tessile sostenibile e circolare e volta alla creazione di nuove politiche e programmi a sostegno della moda e delle industrie creative.  

«La nostra missione - chiarisce Carlo Capasa, presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana - è educare i consumatori e i marchi di moda su cosa significhi essere sostenibili e di dare grande valore alla creatività, sottolineando il nostro apprezzamento per tutte le persone che stanno dietro al sistema».

«Uno dei ruoli principali dell'Efa - conclude - è coinvolgere i nostri associati nello storytelling di ciò che sta dietro ai loro prodotti e di rappresentare una nuova idea di moda del futuro. Collaborando nell'Efa, possiamo mostrare ad altri settori cosa si può ottenere lavorando tutti insieme».

c.me.
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