in seguito agli abbattimenti dei visoni

Kopenhagen Fur: chiuderà la più grande casa d'aste di pellicce al mondo

Finora la Danimarca è stata la maggiore produttrice al mondo di pelli di visone, ma in seguito al Covid questo primato è messo in discussione.

Lo scorso 4 novembre il governo ha infatti ordinato ai produttori di abbattere in massa i visoni per scongiurare il pericolo di una mutazione del virus, che porterebbe al passaggio della malattia dall'animale all'uomo.

Una decisione controversa, sulla quale la stessa premier Mette Frederiksen ha ammesso a un certo punto che non c'era una vera base legale e, forse, neanche scientifica: sono molti i dubbi in merito e persino il virologo Anthony Fauci ha espresso la propria perplessità. Ne è scaturito un putiferio, alimentato dalla pubblicazione di immagini choccanti sulle procedure di abbattimento e smaltimento utilizzate. 

Le aziende protestano, i comuni cittadini si dividono e Kopenhagen Fur, la più grande casa d'aste di pellicce al mondo con 90 anni di storia alle spalle, alza bandiera bianca.

Ha infatti annunciato una chiusura non immediata ma programmata, probabilmente entro il 2023: ha ancora in magazzino sei milioni di pelli, sufficienti per portare avanti le aste dell'anno prossimo - dovrebbero svolgersene quattro -, del 2022 e probabilmente anche di inizio 2023, ma oltre non vuole andare. L'intenzione è liquidare gradualmente il business, in cui sono coinvolti 300 dipendenti.

Una notizia che fa esultare gli animalisti, convinti che le fattorie dove si allevano i visoni siano possibili focolai di contagio, non necessariamente di Covid ma di molte altre malattie, oltre a voler preservare la vita degli animali.

Le pelli di visone, come si legge su BoF, riguardano lo 0,7% delle esportazioni dalla Danimarca e coinvolgono una forza lavoro di circa 3mila persone.


A cura della redazione
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