in sinergia con INTERTEXTILE

Gli espositori di Milano Unica Shanghai aumentano del 12%

Al via oggi la 16esima edizione di Milano Unica Shanghai, con 47 espositori italiani (+12% rispetto alla precedente edizione di settembre) e le loro collezioni autunno-inverno 2020/2021, presenti fino al 27 settembre all’interno del Milano Unica Pavillon in occasione della fiera del tessile Intertexile Shanghai.

L’appuntamento rappresenta un presidio ormai consolidato delle aziende tessili italiane sui mercati di Cina e Hong Kong che, nonostante le incertezze determinate dall'andamento dell'economia locale, insieme rappresentano tuttora il primo mercato di sbocco dei nostri tessuti.

Da menzionare la collaborazione con Agenzia Ice e il sostegno del Mise, per un appuntamento che fa da cartina di tornasole dopo i primi cinque mesi dell'anno, dominati da una situazione chiaroscurale: l’export tessile complessivo dall'Italia a Cina e Hong Kong ha infatti totalizzato un valore di 144 milioni di euro, calando del 7,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le importazioni di tessuti dal Paese del Dragone, Hong Kong compreso, verso il nostro mercato sono salite di quasi l'11%.

Questo andamento ha annullato il sostanziale pareggio della bilancia commerciale di comparto tra Italia, raggiunto per la prima volta nel 2018.

I risultati positivi sono arrivati per i nostri prodotti da Giappone (+16,1%), Bulgaria (+12,6%), Portogallo (+10,3%), Usa (+11,9%) e Francia (+3,5%), mentre frena per esempio la Germania (-16,9%). Complessivamente il tessile made in Italy ha registrato un risultato negativo dell'export (-2,2%).

«L'ottimismo della volontà degli espositori, accompagnato dalla qualità delle collezioni presentate a questa edizione di Milano Unica in Cina - ha commentato Ercole Botto Poala, presidente di Milano Unica - dimostra la consapevolezza che la nostra industria tessile ha dell’importanza strategica di questo mercato. Dobbiamo guardare avanti, perché Cina e Hong Kong sono una parte determinante del futuro della tessitura italiana, malgrado le variabili indipendenti del momento».

«Sappiamo di dover accrescere la qualità e la diversificazione della nostra offerta - ha aggiunto l'imprenditore - che sempre più si coniuga con un forte e qualificato impegno per la sostenibilità di prodotti e processi produttivi».

«Nonostante il quadro congiunturale in rallentamento, il Pil cinese ha chiuso il primo semestre del 2019 in rialzo del 6,2 %, in linea con le aspettative di una crescita meno esplosiva ma più sostenibile – ha aggiunto Massimiliano Tremiterra, direttore dell’Agenzia Ice di Shanghai -. Continueremo ad accrescere i nostri investimenti in Cina, a supporto delle aziende italiane che operano in un contesto internazionale indebolito e in un mercato sempre più competitivo».

Il salone, come ha fatto notare Massimo Mosiello (direttore generale della manifestazione) «mette in relazione nel migliore dei modi domanda e offerta, aiutando insieme all'Agenzia Ice le imprese tessili del made in Italy ad affrontare un territorio dalle grandi potenzialità ma anche difficile, soprattutto per le realtà non di grandi dimensioni».

A cura della redazione
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