In valutazione un decreto crescita

Coronavirus: industriali e commercianti chiedono misure di sostegno

Confesercenti.it

Mentre sono arrivate a sette le regioni italiane interessate dai contagi da coronavirus, industriali e commercianti chiedono misure urgenti.

Ieri una delegazione di Confesercenti, guidata dalla presidente nazionale dell’associazione, Patrizia De Luise, ha partecipato al tavolo con le parti sociali convocato dal ministro del Lavoro Nunzia Catalfo presso la sede del Ministero (nella foto).

A seguito dell'incontro, R.E TE Imprese Italia - che accorpa Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Cna, e Casartigiani - ritiene positivo l’impegno per la sospensione dei pagamenti per le attività delle aree colpite e gli indennizzi per le imprese. L’organizzazione esprime parere favorevole anche sulla prospettata estensione delle misure di sostegno agli autonomi e alle attività con cinque dipendenti o meno.

«L’auspicio - si legge in una nota - è che il tavolo d’emergenza diventi permanente, e che il confronto sia allargato a tutti i ministeri competenti, per arrivare all’individuazione di interventi condivisi, che siano efficaci nella tutela della salute pubblica e sostenibili per le attività economiche».

«La risposta del governo - dice Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, intervistato dal Corriere della Sera - per ora è in linea con il livello di emergenza. Si dovrebbe andare verso la sospensione delle scadenze contributive e fiscali, l’estensione del Fondo integrazioni salariali alle micro imprese e l’attivazione della Cassa in deroga per le altre». «Inoltre - aggiunge - è importante il confronto con il sistema bancario, per arrivare a una moratoria anche sul versante mutui».

Sulla stessa lunghezza d’onda Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, che ieri durante il programma di Rai Tre Mezz'ora in più ha dichiarato: «Bisogna pensare alla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, delle rate dei mutui e dei relativi interessi, a un sostegno alle imprese per l'accesso al credito e ad ammortizzatori sociali, perché è evidente che le imprese che chiudono la lavorazione devono lasciare a casa i lavoratori. Ci sono provvedimenti urgenti da adottare e abbiamo già un'interlocuzione con il governo».

Intanto questa mattina il viceministro dell'Economia Antonio Misiani in un'intervista a Circo Massimo, su Radio Capital, ha dichiarato: «Stiamo monitorando attentamente l'evoluzione della congiuntura economica, in relazione a quello che sta accadendo. È evidente che se questi dati venissero confermati sarà necessario prendere misure più significative, anche attraverso un decreto crescita che potrebbe a questo punto essere adottato a ridosso della presentazione del Def». «Se c'è una cosa che dobbiamo evitare in questa fase - ha concluso - è la prosecuzione di tensioni commerciali».

Sul fronte comunitario, invece, per ora si sa che la Commissione Ue intende stanziare 230 milioni di euro, non a sostegno dell’economia, ma per la lotta globale alla diffusione del coronavirus, per esempio tramite finanziamenti alla ricerca o per acquistare materiale utile alla prevenzione.

«Stiamo seguendo da vicino la situazione in Italia e lodiamo le autorità italiane per la loro azione rapida ed efficiente. La Commissione Ue è pronta a fornire supporto», ha scritto su Twitter il commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides

e.f.
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