IN VISTA GLI STATI GENERALI DEL SETTORE

La pelletteria italiana cresce nel primo semestre, ma ora è allarme costi

In vista del 18 ottobre, quando torneranno alla ribalta gli Stati Generali della Pelletteria Italiana al Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, il settore tira le fila del primo semestre 2022.

Un periodo che, come emerge da un’analisi condotta dal Centro Studi di Confindustria Moda per Assopellettieri, si è rivelato positivo per il comparto, segnando la prosecuzione del consolidamento post-pandemia.

La produzione industriale si è incrementata del 12,4% e il fatturato del 15%, grazie alle buone performance sia del mercato interno (+12,2%), sia delle esportazioni, che avanzando del 18,3% in valore, pur in presenza di un rallentamento in termini di volumi nei mesi di aprile e maggio, hanno superato del 5,1%, sempre in valore, i livelli del 2019.

A trainare le vendite extra Italia l’Unione Europea (+19,6% in valore), il Nord America - con gli Usa al +67,5% e il Canada al +89,5% -, la Corea del Sud (+44,3%), gli Emirati (+87%) e il Giappone (+27,7%), tutti ampiamente sopra i risultati pre-Covid.

Il rovescio della medaglia sono stati la Cina, che avendo rallentato il passo tra aprile e maggio (-26,3% tendenziale in valore nel bimestre) ha limitato la crescita semestrale al +9,2%, e ovviamente Russia e Ucraina, che nei quattro mesi successivi allo scoppio del conflitto sono arretrate rispettivamente del 53,5% e del 77,2%.

La strada del recupero è comunque tracciata, come dimostrano anche il lieve recupero nel numero di addetti e il crollo delle ore di Cig autorizzate, anche se ci si trova di fronte a un mercato a due velocità: da un lato le griffe internazionali del lusso in corsa, dall’altro le Pmi tuttora in difficoltà, a maggior ragione ora che i costi delle materie prime, dell’energia e dei trasporti mettono a serio rischio i bilanci delle imprese.

Non sorprende quindi che le previsioni sulla seconda parte dell’anno restino improntate alla cautela. Per il terzo trimestre, in particolare, il 27% degli imprenditori si attende un peggioramento della congiuntura rispetto al secondo, contro un 62% che crede nella stabilità. Le fonti di preoccupazione sono per il 77% i rincari di materie prime e semilavorati, per il 65% il caro energia e per il 62% le ripercussioni della crisi russo-ucraina.

Saranno dunque molti gli argomenti al centro degli Stati Generali della Pelletteria Italiana, per un comparto che rappresenta una delle filiere chiave del made in Italy, forte di un fatturato 2021 pari a 7,48 miliardi di euro (+25,7% rispetto al 2020, ma -16% sul pre-Covid) e di esportazioni intorno ai 10 miliardi (+21,7% sul 2020 e -8,4% sul pre-Covid).

Il summit, organizzato da Assopellettieri insieme a The European House-Ambrosetti, è preceduto da un percorso di tavoli di lavoro, di cui uno svoltosi ieri, 6 ottobre.

Ad aprire la giornata sarà il sindaco di Firenze, Dario Nardella, con Franco Gabbrielli (nella foto, presidente di Assopellettieri) e Andrea Calistri, vicepresidente dell’Associazione.

Tre le sessioni: nella prima verranno presentati da Flavio Sciuccati (senior partner & director Global Fashion Unit, The European House-Ambrosetti) i risultati di uno studio strategico messo a punto dalla società di consulenza strategica e ricerche; la seconda affronterà le sfide per la competitività della pelletteria; la terza, infine, analizzerà la pelletteria del futuro, con un focus sulla supply chain e il ruolo delle istituzioni.

«Un tema che ci sta molto a cuore - dice Gabbrielli - è la salvaguardia del know how artigianale, accanto all’evoluzione delle competenze di filiera. Questa sarà l’occasione per esaminare lo scenario attuale e i suoi protagonisti, analizzando i trend che stanno cambiando la struttura stessa del settore, in primis la verticalizzazione delle filiere e le aggregazioni».

a.b.
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