INAUGURAZIONE DI MILANO UNICA

Alessandro Barberis Canonico: «Con il salone riparte un settore da 8 miliardi di euro»

Prima manifestazione fisica di settembre, Milano Unica fa da palcoscenico a Fieramilano Rho a 207 aziende espositrici, di cui 36 straniere (da Francia, Portogallo e Inghilterra). Le italiane rappresentano tutti i principali distretti del tessile: sono infatti 29 le realtà comasche e 27 le biellesi e vercellesi, mentre 19 provengono da Varese, nove da Milano e altrettante da Bergamo e sette da Modena.

Durante l'inaugurazione, il neo-presidente Alessandro Barberis Canonico non ha nascosto l'emozione per l'avvio di un'edizione, la 31esima, diversa da tutte le precedenti. Nel suo primo discorso ufficiale ha sottolineato l'importanza di «stare uniti per essere unici, in occasione di un salone nato dal coraggio nostro e degli imprenditori, dalla determinazione e da lunghe riflessioni, studiando nel dettaglio tutti gli aspetti relativi alla salute, ma anche commerciali».

Barberis Canonico ha insistito più volte sul fatto che «esserci è un segnale forte di ripartenza, coesione e continuità, oltre che un investimento di lungo periodo. Sono orgoglioso che Milano Unica sia la prima rassegna in assoluto del sistema moda e della manifattura a riaprire le porte in Italia, emblema di un settore strategico per il made in Italy. Basti guardare i numeri: 118mila addetti e un fatturato annuo di 8 miliardi di euro».

Il presidente ha infine elencato i quattro asset della due giorni di Milano Rho: creatività, innovazione, sostenibilità e digitale, grazie alla piattaforma e-MilanoUnica Connect, frutto della sinergia con Pitti Immagine

La parola è poi passata a Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano, che ha elencato alcuni numeri: «Le transazioni in Fiera - ha puntualizzato - sono valse alle aziende nel 2019 46,5 miliardi di euro di fatturato, di cui 14 miliardi per la parte moda».

Marino Vago, numero uno di Sistema Moda Italia, non ha usato mezzi termini per definire il Covid: «Una disgrazia che ci è capitata tra capo e collo, cui abbiamo risposto con resilienza. Del resto, negli ultimi anni il tessile ha affrontato di tutto, dallo choc petrolifero alle sfide della globalizzazione, fino ad arrivare a questa pandemia. Ci aiuta il fatto di essere un comparto con il più alto tasso di rinnovamento di prodotto e processo, sul filo conduttore di un'identità vincente».

Vago ha citato Papa Francesco: «Il suo appello alla riconversione ecologica noi lo avevamo già fatto nostro 25 anni fa, così come il suo richiamo alla riscoperta della creatività artigianale». Il presidente di Smi ha esortato Luigi Di Maio, ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale il cui discorso ha concluso l'inaugurazione, «ad aiutarci affinché possiamo rendere davvero riconoscibile il valore dei nostri prodotti. Diamo trasparenza al mercato».

Cirillo Marcolin - che ha preso da Claudio Marenzi il timone di Confindustria Moda - ha ribadito che «è fondamentale rimettersi in pista con una logica di sistema e con la moda, voce trainante nel bilancio commerciale del Paese, che si presenta compatta con l'hashtag #strongertogether. Milano Unica è l'inizio, ma nelle prossime settimane saliranno alla ribalta anche gli altri saloni, tra cui Micam, Mipel, TheOneMilano e Lineapelle-A New View. Non si può che lavorare insieme, perché sarà sempre più complicato in futuro ottenere risultati positivi».

«Oggi i mercati globali imopngono un nuovo paradigma fatto di innovazione, digitale e sostenibilità - ha detto Carlo Maria Ferro, presidente di Ice Agenzia -. Tutti punti di forza della nostra industria della moda. Noi di Ice Agenzia siamo a fianco delle imprese italiane e dei territori. Nell'ambito del Patto per l'Export voluto dal ministro Di Maio abbiamo ridefinito i programmi delle nostre iniziative in diverse direzioni, a partire dall'e-commerce».

Ferro ha citato alcune nuove iniziative in cui Ice Agenzia è in prima linea, tra cui il lancio di vetrine del made in Italy in 13 marketplace, che presto saliranno a 24, la formazione di 150 digital export manager, una campagna di promozione del made in Italy insieme al ministero degli Esteri e la piattaforma Fiera Smart, lanciata a luglio.

«Stiamo anche lavorando sulla blockchain - ha concluso - con la creazione di un team di ingegneri e informatici, che sarà coordinato da un super manager. Dalla crisi nascono opportunità, anche se non dobbiamo aspettarci un recupero dei livelli di export pre-Covid prima dei prossimi due anni».

a.b.
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