Incontro al Mise

Presentato il progetto pilota per la Blockchain del made in Italy

Sistema Moda Italia e Cna Federmoda in prima linea per la difesa del tessile italiano, in occasione della tavola rotonda nella sala degli Arazzi del Ministero dello Sviluppo Economico, dove è stato presentato il progetto pilota La Blockchain per la tracciabilità del made in Italy, sostenuto tra gli altri dal Dicastero con il supporto di Ibm.

A nome di Sistema Moda Italia, partner strategico dell'iniziativa, il presidente Marino Vago ha evidenziato come la partnership intrapresa con il Mise, e la conseguente collaborazione instaurata sul piano della Blockchain, rientri nelle priorità strategiche dell'associazione.

«La tracciabilità, una priorità strategica di Smi, grazie a questa tecnologia può rappresentare davvero per il made in Italy un efficiente strumento di tutela e valorizzazione - ha spiegato Vago - soprattuto in un contesto di mercato in cui serve sempre di più raccontare la storia per trasmettere l’anima della label».

Attraverso la tecnologia Blockchain, che si basa sull’utilizzo di registri distribuiti in rete, strutturati come una catena di blocchi contenenti transazioni e validazioni, applicata al settore tessile, si mira alla difesa dell’eccellenza dei prodotti del territorio sui mercati internazionali.

Altri vantaggi possono riguardare la lotta alla contraffazione e al sostegno della competitività delle imprese manifatturiere, che possono così sfruttare il potenziale digitale.

«Se dovessi imnmaginare il futuro sistema di tracciabilità basato sulla Blockchain per la nostra filiera - ha precisato Marino Vago - lo descriverei in base a un sistema volontario ma standardizzato, con una definizione di un set di informazioni che non possono mancare, tra cui l'indicazione obbligatoria dei luoghi di realizzazione almeno nelle fasi di tessitura, filatura, nobilitazione e confezione, e con la garanzia della veridicità delle affermazioni verso i consumatori».

«Nel futuro del settore tessile e abbigliamento è importante per le imprese un programma di tracciabilità e certificazione efficace e di filiera – ha commentato Doriana Marini, vice presidente di Cna Federmoda -. Questo sistema permette di dare un valore aggiunto per la crescita del segmento moda, in termini sia  di qualità sia di trasparenza, a tutela dei consumatori».

Durante la conferenza di presentazione sono intervenuti anche il ministro Stefano Patuanelli e l’amministratore delegato di Ibm, Enrico Cereda: «Si tratta di un primo modello sperimentale per la piccola e media impresa, che oggi ha bisogno di un sostegno sistemico per poter migliorare la trasparenza e la tutela dei propri marchi. In sinergia con il Mise stiamo inoltre lavorando a livello europeo nell’ambito della European Blockchain Partnership, al fine di esportare il modello italiano di protezione delle filiere produttive attraverso le tecnologie emergenti».

Nel progetto pilota della Blockchain rientra anche il sistema di tracciabilità T Fashion di Unionfiliere, promosso da Unioncamere e dalle Camere di Commercio italiane e gestito da Unionfiliere, per riqualificare e valorizzare i prodotti delle filiere oro e moda del made in Italy.

«Tramite questo piano - ha concluso Doriana Marini - si arriva al consumatore con un’etichetta “parlante”, che utilizzi nuove tecnologie e permetta di lavorare su un rating di valore per le Pmi, basato su indicatori di sostenibilità economica, sociale, etica ed ambientale».

c.bo.
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