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Stella McCartney-Kering: aria di divorzio

La liaison, che si potrae da 17 anni, fra Stella McCartney e Kering potrebbe presto terminare. Secondo rumour di mercato la stilista britannica sarebbe in trattative per ricomprare la quota del 50% in mano al colosso del lusso francese.

 

A prevedere un futuro lontano dal big d'oltralpe per la figlia dell'ex cantante dei Beatles è Bof, che citando fonti vicino al brand ipotizza divergenze ormai troppo radicate tra i due alleati per poter continuare a condividere lo stesso business.

 

«Stella McCartney e Kering hanno operato con una joint-venture 50-50 dal 2001. Come spesso succede tra le parti interessate ci sono normali discussioni sul futuro della partnership. Qualsiasi cambiamento significativo sarà reso pubblico al momento opportuno», si è limitato a dire al giornale un portavoce di Kering.

 

In base alle indiscrezioni, la trattativa potrebbe richiedere tre-quattro mesi prima della fumata bianca, anche se inizialmente un annuncio era atteso per l'inizio di gennaio.

 

La partnership fra Stella McCartney e la holding francese era nata 17 anni fa come joint-venture con il Gucci Group, per volere dell'allora ceo di Gucci, Domenico De Sole: nei due decenni successivi il marchio inglese si è trasformato in una griffe globale, trainata anche dalla collaborazione con Adidas (avviata nel 2004) e dalla politica eco-friendly intrapresa dalla designer.

 

Monetizzando, stime (relative al 2015) parlano di un fatturato compreso fra i 150 e i 200 milioni di dollari all'anno.

 

Il possibile divorzio arriva in un momento in cui il gruppo guidato da François-Henri Pinault - che ha archiviato i primi nove mesi del 2017 con 11,2 miliardi di ricavi (+27,2%) - sta focalizzando la sua attenzione su marchi come Gucci, Saint Laurent e Balenciaga.

 

All'inizio di gennaio Kering ha confermato anche le ipotesi che circolavano da tempo di voler uscire dal controllo del brand dello sportswear Puma, proprio «per rafforzare il suo status di protagonista nel segmento lusso e incrementarne la profittabilità».

 

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