INDISCREZIONI SULLA PRATICA DELL’HEATING

TikTok: altro che AI, sarebbero i dipendenti a rendere virali alcuni video con un click

L’ordine di apparizione dei video nel proprio feed su TikTok non sarebbe legato solo a un algoritmo che decide in base alle preferenze degli utenti.

Secondo quanto ipotizzato da Forbes raccogliendo alcune testimonianze dietro le quinte esisterebbe, per lo meno negli Usa, un pulsante segreto ma a quanto pare non troppo, chiamato heating e da azionare manualmente, tramite il quale i dipendenti del social network renderebbero virali alcuni contenuti a discapito di altri.

Queste presunte operazioni rientrerebbero in una certa disinvoltura non solo da parte di TikTok e della casa madre ByteDance, ma più in generale dei gestori avvezzi a manovre un po’ spericolate: il sito smartworld.it ricorda per esempio quando nel 2019 Facebook ha dovuto sborsare 40 milioni di dollari in una causa con gli inserzionisti, per aver manipolato le metriche di visualizzazione. Una spregiudicatezza che non risparmierebbe i dipendenti stessi: alcuni di loro, avendo l’accesso a heating, avrebbero ceduto alla tentazione di “riscaldare” i video propri, di amici e parenti.

«Si dice che i social siano strumenti democratici, che danno a ognuno una possibilità - ha spiegato a Forbes Evelyn Douek, docente alla Stanford Law School e Senior Research Fellow al Knight First Amendment Institute della Columbia University -. Ma in casi come questo i social stessi replicherebbero le vecchie strutture di potere, in cui è la piattaforma a decidere chi vince e chi perde».

Infatti il caso heating mostrerebbe come, non sempre ma talvolta, i video della pagina For You di TikTok non siano pubblicati perché piacciono all’utente, ma per far ottenere a un brand o a un influencer un numero maggiore di visualizzazioni, senza che sia specificato che si tratta di contenuti sponsorizzati o advertising.

Jamie Favazza, portavoce di TikTok, ha ribattuto che i video “riscaldati” nei feed For You esistono ma sono una minima parte (lo 0,002%), quando secondo Forbes si tratterebbe di un 1-2%, percentuale non irrisoria se si pensa che gli utenti attivi del social sono a livello mondiale più di un miliardo.

 

A cura della redazione
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