Insieme il fatturato supera i 122 miliardi

Top five del lusso: valori quasi doppi in cinque anni. Ai vertici restano Lvmh, Kering e Chanel. Esce Richemont

Lvmh, Kering, Estée Lauder, Chanel e L’Oréal, che ha preso il posto (rispetto a cinque anni fa) di Richemont: sono questi i primi cinque nomi nella classifica Global Powers of Luxury Goods 2022 di Deloitte, che mette insieme le prime 100 aziende dell’industria globale del lusso e sarà pubblicato nella sua interezza entro fine anno.

Una preview significativa, pubblicata sulle pagine de Il Sole 24ore, specie alla luce del confronto fra i dati del 2021 e quelli registrati dai cinque gruppi nel 2016. L’anno scorso infatti, la top five ha generato complessivamente ricavi per 122,2 miliardi di dollari: quasi il doppio di quelli registrati nel 2016, quando le vendite totali si erano fermate a 64,9 miliardi del 2016.

Il fatturato medio dei cinque gruppi è di 24,5 miliardi di dollari e per entrare in classifica la soglia di accesso è fissata in 14,6 miliardi di ricavi. Nel 2016 la stessa top five era formata da Lvmh, Richemont, Estée Lauder, Kering e Chanel: Richemont è dunque uscita dalla graduatoria, sostituita da L’Oréal.

Secondo Deloitte, il valore delle vendite dei primi cinque player dell’industria costituisce il 40% del totale dei primi 100, e quello dell’utile tocca il 70%.

Lvmh resta leader, con il 44,9% delle vendite della top five nel 2021 (era il 39,1% nel 2016), un valore più che raddoppiato negli ultimi cinque anni. Una performance dovuta anche ad acquisizioni strategiche, a cominciare da Tiffany.

Nella foto, una campagna pubblicitaria Gucci 

an.bi.
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