INTERVENTO DA REMOTO DEL MINISTRO GIORGETTI

Al via Milano Unica: «In ripresa malgrado le criticità. Visione, innovazione e sostenibilità gli asset per lo sviluppo»

Nonostante i rincari delle materie prime, l’impennata dei costi energetici e l’inflazione, il tessile-abbigliamento non solo resiste, ma migliora le proprie performance a inizio 2022: questa la premessa da cui sono partiti i relatori della cerimonia inaugurale di Milano Unica, rassegna del tessile di scena fino al 14 luglio a Fieramilano Rho con 445 espositori in totale, di cui 389 aziende (324 italiane e 65 estere).

Ad aprire il convegno un intervento da remoto del ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, che ha sottolineato come il Governo stia mettendo in campo, anche attraverso il Pnrr, misure importanti per contrastare le criticità in atto, favorendo lo sviluppo e l’innovazione di materiali e tecnologie.

«Siamo consapevoli - ha sottolineato - che gli interventi emergenziali non bastano e che per un settore strategico come la moda è più che mai necessaria una politica industriale improntata a una visione di lungo periodo. Vogliamo accompagnare le imprese proiettandoci verso una loro crescita dimensionale, anche attraverso progetti di aggregazione, affiancandole con misure concrete tra cui un fondo per la transizione industriale, che sarà pronto entro fine estate, e voucher per la partecipazione ai saloni internazionali».

«Il Governo può fare tanto - ha concluso Giorgetti - ma sono gli imprenditori il motore di un made in Italy che si distingue per bellezza, funzionalità e unicità».

Sempre a nome delle istituzioni, ma cittadine, ha parlato Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo Economico e Politiche del Lavoro, con delega a Commercio, Moda e Design del Comune di Milano. «La filiera del tessile - ha sottolineato - è un punto di orgoglio per il nostro Paese e il capoluogo lombardo ne rappresenta il centro propulsore, anche grazie a eventi come questa manifestazione».

Enrico Pazzali, presidente di Fondazione Fiera Milano, si è soffermato sugli atti di coraggio di Milano Unica, «la prima fiera a dover chiudere per i lockdown ma anche la prima a ripartire, spinta dalle scelte fatte da persone, prima ancora che da imprenditori».

A entrare nel vivo del mercato è stata Claudia D’Arpizio, senior partner di Bain&Company, che ha tracciato un quadro approfondito della situazione del tessile-abbigliamento nel 2021 e nella fase odierna, con un focus sul lusso e il segmento premium, che lo scorso anno hanno raggiunto un valore globale di 280 miliardi di euro (+28% rispetto al 2020), trainati dalla componente luxury che ha recuperato i livelli del 2019, risultato che il premium raggiungerà presumibilmente tra fine 2022 e inizio 2023.

L’excursus di D’Arpizio ha toccato le aree più ricettive per il made in Italy («L’America, in cui si sta rafforzando il ruolo dei giovani consumatori black, latini e di origine asiatica e avanzano le città second tier, l’Europa guidata dalla ripresa degli acquisti locali e la Cina, rallentata tuttavia dalla politica zero-Covid») e i trend in voga, partendo dalla casualizzazione del guardaroba in seguito all’affievolirsi della dicotomia tra formale e informale.

Stringendo l’obiettivo sul tessile, la senior partner di Bain&Company ha parlato di «una forte ripresa, con ordini a parità o già oltre la soglia del 2019 per la SS23, una tendenza che ci si aspetta venga confermata nella FW23/24». «Il fatturato complessivo del comparto - ha aggiunto - dovrebbe tornare ai numeri pre-pandemici a partire dal primo semestre 2023, con un anno di anticipo circa rispetto alle attese».

Previsioni supportate sia da un incremento dei volumi, sia da un effetto prezzo legato all’aumento dei listini - conseguenza dell’inflazione dei costi -, ma anche gravate di criticità tra cui, a parte quelle già citate, lo stress al quale è sottoposta la supply chain produttiva dopo tre anni che definire anomali è poco.

«Saranno tre le sfide fondamentali che i tessitori si troveranno ad affrontare nei prossimi mesi - ha precisato Claudia D’Arpizio - ossia la riduzione dei tempi di consegna, l’innovazione dell’offerta tramite lo sviluppo di materiali performanti e sostenibili e l’investimento nei nuovi talenti, per lavori sia manuali che manageriali». Una quarta priorità è la definizione di procedure e standard comuni per la certificazione di sostenibilità dei tessuti, frutto della collaborazione di filiera tra i distretti, «in modo da potenziare il vantaggio competitivo verso i marchi clienti e i consumatori finali».

«Non tralasciamo infine il valore della creatività - ha concluso -. Il mercato ne ha bisogno, anche se è necessario dosarla nel modo giusto, per evitare che si traduca in spreco».

Un aspetto sottolineato da D’Arpizio e citato anche da Alessandro Barberis Canonico, presidente di Milano Unica, è che nonostante in questo periodo gli industriali stiano facendo lo slalom tra le difficoltà, il tessile-abbigliamento mostra una notevole resilienza.

«La previsione di un recupero delle performance pre-Covid a fine 2022 - ha osservato Barberis Canonico - va di pari passo con le premesse di questa edizione del salone, alla presenza di 445 exhibitor che tornano a investire nella fiera. Tengo a sottolineare la completezza dell’offerta di Milano Unica, che stavolta dà più spazio alle collezioni femminili, oltre 40, mentre quelle sia uomo che donna sono quasi 120. Il nostro motto? Uniti per essere unici».

A nome di Sistema Moda Italia è intervenuto il presidente Sergio Tamborini, delineando un periodo «di grandi incertezze (si pensi ai costi dell’energia, che un tempo incidevano fino all’8% sul costo della produzione e ora sono andati alle stelle), ma anche di grandi opportunità. Si assiste a un ottimo andamento del mercato, benché più per volumi che per margini, e a fenomeni come il reshoring, anche se riportare indietro le lancette dell’orologio di 20 o 30 anni non è così semplice».

Anche Tamborini ha insistito sulla valenza della parola sostenibilità: «Chi determina gli standard in questo campo, determina le regole del mondo. Se queste regole non vengono costruite in Europa, con un ruolo centrale dell’Italia, si finisce per essere assoggettati».

L’imprenditore ha ricordato che Smi ha costituito il primo consorzio volto ad affrontare il tema della responsabilità estesa del produttore e che sta promuovendo nuove misure a tutela del settore, «per mitigare gli effetti di inflazione e caro energia». Si è inoltre riallacciato al tema delle risorse umane: «Dobbiamo saper tenere le persone nelle aziende e attrarne di nuove. Con Camera Moda abbiamo chiesto al Governo un bonus straordinario di 100 euro mensili per i lavoratori sotto i 35mila euro lordi di reddito come misura emergenziale».

«Un provvedimento che non c’entra nulla con il cuneo fiscale, di cui siamo fautori - è intervenuto il presidente di Cnmi, Carlo Capasa - ma che rappresenta un importante salvagente». Capasa ha puntualizzato che il 70% dei prodotti moda di alta qualità proviene dall’Italia, «un Paese dove fare sistema è fondamentale, anche per salvaguardare la vera sostenibilità. Essere più sostenibili, più tecnologici e anche più digitali è il futuro. Con il plus di cui ha già parlato Claudia D’Arpizio, ossia la creatività a partire dalla materia prima. Promuovendo i nostri valori, promuoviamo i prodotti».

A conclusione dell’evento Roberto Luongo ha ripercorso le mosse a supporto del made in Italy di Ice Agenzia, di cui è direttore generale: «Abbiamo lanciato 19 azioni per spingere sempre di più le imprese ad abbracciare il digitale, la sostenibilità e la tracciabilità nei vari anelli della filiera e siamo a fianco delle fiere, tra cui Milano Unica, per l’incoming dei buyer stranieri, senza contare la presenza delle realtà italiane ai saloni oltreconfine con il nostro supporto. Non dimentichiamo che gli uffici Ice sparsi per il mondo sono un’ottantina».

«A proposito di e-commerce - ha concluso - se nel 2019 l’Italia era un fanalino di coda quanto a utilizzo delle vendite online da parte delle imprese, oggi ha scalato posizioni grazie anche a noi, che abbiamo portato circa 7mila aziende a essere presenti nelle piattaforme internazionali».

a.b.
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