Intervista a Cécile Roederer

Smallable dà la scossa al childrenswear: budget FW21/22 a +30% e più focus sull'Italia

«Nonostante la pandemia, abbiamo mantenuto costanti i nostri budger FW20/21 e SS21, mentre per la Fw 21/22 li aumenteremo del 30%». A portare questa ventata d’ottimismo è Cécile Roederer, fondatrice e pdg di Smallable, il family concept store francese. «L'assortimento è importante: abbiamo più di 750 aziende di moda e design, e oltre 200 marchi che noi definiamo grenable, ma quando vendi online è importante il tone of voice che usi quando parli alla tua community».

A causa del lockdown gli adulti hanno modificato il loro modo di vestire. Ormai si parla di zoomwear. Cosa è successo al guardaroba dei più piccoli negli ultimi 12 mesi?
Nell'ultimo anno, in effetti, i genitori hanno avuto un comportamento d'acquisto diverso rispetto al passato: un po' meno scarpe e vestiti eleganti del solito, più abiti freschi e comodi. Una bella spinta per la maglieria confortevole e accogliente.

Oggi tutti vedono nell'e-commerce e negli e-tailer la soluzione migliore per superare la crisi. Davvero è così facile vendere kidswear su un marketplace?
La difficoltà principale nell'e-commerce è essere redditizi, perché è costoso portare traffico e il tasso di conversione è molto inferiore a quello di un negozio fisico. Quindi la chiave è portare visitatori qualificati che hanno un'affinità con l'universo che offriamo, così è più probabile che trasformino la loro visita in un acquisto e se saranno soddisfatti della loro esperienza, torneranno regolarmente. È importante avere il giusto posizionamento, differenziarsi da ciò che già esiste, offrire una proposta nuova e attraente ai clienti. Il segreto del successo sta nell'assortimento di marchi e prodotti, il contenuto editoriale, i servizi, il tone of voice che usi quando parli alla tua community.

La sostenibilità è stata uno degli argomenti più discussi durante la pandemia. Lo state affrontando in qualche modo?
Dal lancio di Smallable, abbiamo sempre selezionato prodotti e marchi “eco-friendly”, in particolare dai marchi del Nord Europa (Paesi Bassi, Scandinavia), che 10 anni fa erano i più avanti su questi temi. Questo criterio di scelta in base all'attenzione all'ambiente si è rafforzato di anno in anno, perché i nostri clienti si dimostravano sempre più consapevoli di questa attenzione alla sostenibilità. Così abbiamo creato una nostra etichetta "Greenable" , utilizzata per identificare tutti i prodotti realizzati con materiali naturali ed ecologici, sia nella moda, nella decorazione, nei mobili, nei giocattoli e nei prodotti di bellezza. Nel 2020, più di 200 marchi della nostra brandlist sono stati classificati come "greenable" per tutta o parte della loro collezione. Si tratta del 30% in più rispetto al 2019. Stiamo facendo un vero lavoro di sensibilizzazione con i marchi per coinvolgerli di più. Ci sono già grandi sforzi da parte loro, ma ovviamente c'è ancora molto da fare negli anni a venire e questa pandemia ha davvero contribuito ad accelerare questa consapevolezza. Almeno un aspetto positivo questa pandemia l'ha avuto!

Smallable è una delle shopping destination preferite dalle mamme italiane: avete progetti speciali per questo mercato o state cercando di aggiungere marchi italiani alla vostra brand list?
Per noi l'Italia è un mercato dove crescere, continuando a investire per reclutare nuovi clienti e fidelizzare quelli esistenti. Questo passa per avere tanti marchi italiani nella nostra selezione, ma non solo. Alcuni brand italiani sono molto forti in Smallable come Golden Goose, Moncler, Stone Island, Babe & Tess e Pèpè. Poi abbiamo anche alcuni nomi italiani nella moda femminile: Momoni, Pomandère o più recentemente Forte Forte, che è entrato a far parte della nostra piattaforma con la collezione FW21/22.

Quanti brand vendete online e quanti di questi sono italiani?
Abbiamo più di 750 aziende di moda e design, inclusi più di 300 realtà di abbigliamento (bambini e donne). Al momento sul nostro sito poco meno del 5% dell'offerta proviene dall'Italia.

E dal punto di vista commerciale, invece, che ruolo ha l'Italia?
Rappresenta circa il 4% del giro d'affari di Smallable. Per noi è il quinto mercato dopo Francia, Usa, Germania e Uk.

Come è andata l'ultima stagione a livello di vendite? Come si profila la prossima?
La stagione FW20 è andata piuttosto bene, nonostante le consegne molto tardive delle collezioni (in media da 1 mese a 1 mese e mezzo di ritardo). Non abbiamo fatto promozioni durante la stagione e abbiamo persino rimosso la settimana dei saldi privilegiati a metà novembre. Questo non ci ha impedito di avere un sell out pre-saldi migliore rispetto alla FW19.

Cosa vi aspettate invece dalla FW21/22? Avete rivisto i budget?
Abbiamo previsto che i nostri budget cresceranno del 30% rispetto allo scorso anno. La nostra crescita è diffusa in diversi paesi e nei nostri due universi di moda e design.

Il più grande cambiamento nel settore dell'abbigliamento per bambini in questo momento è ...
Conciliare business e sostenibilità. Progettare e produrre prodotti creativi, di qualità e sostenibili. Un prodotto di qualità avrà sempre un'impronta ecologica inferiore rispetto a un prodotto fast fashion perché dura nel tempo e può avere una seconda vita, regalandolo o rivendendolo. E dal lato del cliente c'è una reale consapevolezza di acquistare prodotti che rispettino il lavoro di chi li produce e rispettino il pianeta che lasciamo ai nostri figli e che è fondamentale preservare.


an.bi.
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