jakala ha intervistato 4.500 italiani

Non solo prezzo: nel gradimento del nuovo consumatore salgono Made in e servizio

Jakala, martech company con uffici in 13 Paesi e un fatturato di 250 milioni di euro, ha realizzato in Italia 4.500 interviste a fine aprile, concentrandosi su una fascia di età tra i 25 e i 65 anni e fornendo un quadro relativo alle abitudini d'acquisto nel periodo del lockdown, ma anche una prima analisi del sell out nei giorni scorsi.

Come ha sottolineato Raffaele Cerchiaro durante la conferenza virtuale RetailTech di Retail Hub, il 38% del panel ha dichiarato che l'impatto del Covid sul suo reddito è stato elevato e il 13% ha usato addirittura l'aggettivo elevatissimo. Il 34% ha parlato di conseguenze moderate e solo il 9% non ha avuto ripercussioni, mentre il 6% non ha fornito risposte adeguate.

Gli acquisti cresciuti nel periodo di lockdown sono stati quelli di cibo e bevande (65%), seguiti dall'intrattenimento a casa (42%) e dall'igiene (personale per il 33%, della propria abitazione per il 25%).

Nonostante la ciambella di salvataggio dell'e-commerce, i consumi di abbigliamento e accessori hanno sofferto parecchio: in modo elevatissimo per quasi la metà del campione, elevato per il 32%, moderato per il 16% e irrilevante per un esiguo 4%.

A proposito di online, ben il 52% ha comprato per la prima volta vestiti e accessori su questo canale, contro il 48% che invece era già abituato a farlo.

Alla domanda «Cosa farete una volta usciti dall'emergenza?» il 38% degli intervistati ha risposto «Andrò in un locale o al ristorante» e il 22% ha indicato lo shopping come prima attività, con un solo punto percentuale in più rispetto a chi ha affermato che avrebbe organizzato una festa con parenti o amici.

Sempre proiettandosi sul post lockdown, Jakala ha domandato in che tipo di negozio si sarebbero recati i protagonisti del panel dopo la riapertura: il 38% ha indicato le catene, ma un non trascurabile 69% ha scelto il punto vendita di fiducia e il 47% quello di cui già conosce il personale. Una percentuale relativamente ridotta (15%) ha optato per i saldi come priorità.

Scarsa la propensione a scegliere prodotti e brand nuovi: solo il 17% ha detto che avrebbe modificato i propri percorsi. Al contrario, il 45% non si è dimostrato propenso a cambiare.

Si è disposti a rivedere le proprie scelte esclusivamente in base al fattore Made in (48%) e ancora di più (76%) in presenza di un buon rapporto qualità/prezzo. Abbastanza rilevante (39%) il ruolo dei materiali.

«Alla riapertura dei negozi, se la sentirà di aspettare in fila?»: prima della ripartenza il 68% delle persone ha risposto di no. Il 40% ha dichiarato di non essere disposto a utilizzare i camerini, ma a sorpresa il 52% ha espresso parere opposto.

Il 68% ha ribadito l'importanza di essere assistito da un commesso e il 45% ha definito rilevante avere degli strumenti per rendere sicuro il contatto con il prodotto (ma un 33% non ha considerato importante questo aspetto e il 22% non ha palesato opinioni in merito).

Il 13% ha ammesso di essere attratto da finanziamenti e dilazioni di pagamenti, che invece non sono determinanti per il 59%.

Il New Normal, concludono gli esperti di Jakala, sarà scandito da tre regole per i negozi: rendere l'esperienza d'acquisto il più confortevole possibile, investire su un personale di vendita molto preparato e integrare l'esperienza vissuta offline con i canali digitali.

Analizzando un panel di 45 monobrand di moda e accessori in Italia, Jakala ha fornito i primi risultati post reopening dei giorni 18 e 19 maggio, confrontati con il 20-21 maggio 2019. Il numero di scontrini è calato dell'8,5%, ma inaspettatamente il sell out ha registrato un lieve aumento, +1,2%.

a.b.
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