Le quotate del settore perdono il 40% di capitalizzazione

McKinsey: per la moda prevista una contrazione fino al 30% nel 2020, ma la ripresa sarà nel 2021 (+4%)

Nel 2020 l'industria della moda globale (abbigliamento e calzature) potrebbe subire una contrazione del 27-30%, con la prospettiva di tornare a una crescita compresa tra il 2% e il 4% nel 2021. 

Sono queste le stime di aggiornamento contenute nel report The State of Fashion 2020 pubblicato da McKinsey & Company a fine 2019, ma che sono state riviste alla luce dell'impatto del Coronavirus.

Le cose sembrano destinate ad andare ancora peggio per per i beni di lusso (moda, accessori, orologi, gioielli e beauty d'alta gamma), per i quali si prevede una flessione del 35-39%, con una stima di ritorno alla crescita nel 2021 tra l'1% e il 4%.

Passando in rassegna il report emergono altri campanelli di allarme, a cominciare dalla capitalizzazione media delle aziende di abbigliamento, moda e lusso che è diminuita di quasi il 40% dall'inizio di gennaio al 24 marzo: un decremento molto più marcato rispetto alla media del mercato azionario complessivo.

Se il lockdown e la chiusura dei negozi si protrarranno per oltre due mesi, si legge nello studio firmato Mckinsey, l'80% delle aziende quotate del settore in Europa e negli Stati Uniti potrebbe trovarsi in una situazione di difficoltà finanziaria, provocando una crescita del numero dei fallimenti nei prossimi 12/18 mesi.

Il 75% dei consumatori crede che l'impatto della crisi generata dal Covid-19 sulla propria situazione finanziaria durerà per più di due mesi. Questo ha generato una preferenza da parte dei consumatori per i beni di prima necessità rispetto a quelli voluttuari.

Questo ha generato un impatto sulle vendite, che anche online hanno subito un contraccolpo, con una diminuzione del 5-20% in Europa, del 30-40% negli Usa e del 15-25% in Cina.

an.bi.
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