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Milano Moda Uomo: sul podio dei buyer Zegna, Prada e Fendi

Un'edizione giocoforza particolare, quella della Milano Fashion Week, in cui le poche sfilate sono state a porte chiuse e i brand hanno dovuto ancora una volta cimentarsi con il digitale, con esiti più o meno impattanti. In un calendario ridotto - che, come fanno notare alcuni, non regge in confronto con quello parigino - uno dei nomi più citati è stato Prada: ha convinto la seconda prova della coppia formata da Miuccia Prada e Raf Simons e sono piaciuti i bomber, emblematici dello stile del designer belga, e tra gli accessori i guanti con portamonete. Il dialogo con i giovani che ha seguito il défilé è stato un esempio di engagement che funziona e dimostra come il digitale possa essere usato fuori dalle righe, in modo costruttivo. Apprezzati anche il (re)tailoring di Ermenegildo Zegna e Fendi, grazie alla freschezza delle proposte e al concept della sfilata. Nominati a vario titolo, tra gli altri, Msgm, Sunnei, Etro. Piacciono anche Federico Curradi, Federico Cina, Martine Rose - una delle poche stiliste a occuparsi di menswear -, A-Cold-Wall, Solid Homme e Children of Discordance. Per i designer la ricerca si abbina alla concretezza e a un lavoro sull'heritage che non può non risentire dei tempi attuali, all'insegna della contaminazione tra indoor e outdoor, con il desiderio di tornare al più presto a un guardaroba distintivo e sofisticato.

Riccardo Tortato
Fashion director e-commerce
Men's fashion director
Tsum
Russia

«Da questa edizione di Milano Moda Uomo è emersa la riscossa del piacere di vestirsi bene, ribadita da una cartella colori morbida e positiva, sui toni chiari del cammello e del grigio. Mi piace molto l'idea di tornare ad avere un guardaroba di capi belli e sofisticati, abbandonando il vestito da casa. Dopo la pandemia la gente avrà voglia di vivere e vestire: sento nell'aria il desiderio di prodotti sofisticati e di gran lusso, come quelli presentati da Kiton. Pollice verso per quanto riguarda sweatpant e streetwear, in sintesi tutto quello che ricorda un anno passato a casa. Il mercato della moda maschile è in grande fermento, pronto a ripartire con una nuova energia. Chi ha investito e non si è fermato in questi mesi trarrà un notevole vantaggio da questa scelta. Tra gli accessori mi hanno colpito i guanti di Prada con il portamonete attaccato e la bella collezione di scarpe di Santoni. Alla voce nuovi brand, temo che le circostanze non permettano ora ai grandi gruppi di aprire loro le porte. Se ne riparlerà con la prossima stagione. Vorrei spendere alcune riflessioni anche sui format digitali, ai quali non mi sono abituato, né mi abituerò mai: infatti vado personalmente in tutte le showroom, per vedere anche adesso il prodotto dal vivo. Non ho mai saltato una stagione ed è ormai la terza sessione di buying che io e il mio team, quando i brand lo permettono, facciamo live. Devo dire che la maggior parte dei marchi sono ben felici di accoglierci, anche perché il Governo italiano, insieme a Cnmi, ha creato formule ad hoc, grazie alle quali si può venire in Italia a fare business, seppure per un tempo limitato. Invito tutti i miei colleghi a seguire il mio esempio, affinché il buying sia più accurato e preciso. Comprare in digitale è come raccontare il gusto di piatti preparati da importanti chef, ma senza sentirne il sapore e il profumo. Allo stesso modo, a parte Zegna, trovo abbastanza noiose le presentazioni digitali delle griffe. Credo tuttavia che possano diventare materia di sperimentazione per una comunicazione diretta al consumatore finale. Ribadisco, l'addetto ai lavori ha bisogno del prodotto fisico».


Federica Montelli
Head of Fashion
Rinascente
Italia

«Premesso che attualmente non vedo alternative alle fashion week digitali, che restano un appuntamento da non mancare per brand e buyer, riconosco che questo format fatica a creare un’atmosfera forte intorno alla manifestazione. Un peccato, anche perché sono stati creati contenuti interessanti per raccontare le nuove proposte e Prada ne è l’esempio più chiaro. Al di là della collezione, la conversazione tra Miuccia Prada, Raf Simons e gli studenti di tutto il mondo è stata una bella evoluzione di quello che i due creativi ci avevano fatto vedere a settembre. Se proprio bisogna fare a meno del fisico, è giusto dare spazio a iniziative del genere, che riescono a creare un engagement maggiore rispetto a uno show in streaming. Non è facile tenere incollati davanti al computer live appassionati e addetti ai lavori, ma con questo format sono certa che Prada ci sia riuscita. Dal punto di vista dell’offerta commerciale, nelle collezioni per il prossimo autunno-inverno c’è molta concretezza e i designer hanno mandato segnali chiari lavorando abbondantemente sull’heritage, come era prevedibile in un momento di mercato come questo, dove i buyer sono cauti nei loro acquisti. La collezione che ho amato maggiormente è quella di Prada. Più ancora che a settembre si sono riconosciuti i tocchi di Raf Simons, a cominciare dalla presenza dei suoi capi icona - primo tra tutti il bomber over - ma riadattati in versione Prada. Molto bella Fendi, sempre di qualità superiore. Msgm ha presentato una collezione forte e convincente, perfetta per il suo pubblico. Sunnei, con cui stiamo iniziando a lavorare, ha confermato il proprio talento sul fronte del prodotto e della comunicazione innovativa anche se, in generale, mi attendevo qualcosa di più da questa presentazione, troppo simile alla precedente. Sono felice che nel calendario di Milano ci sia ancora A-Cold-Wall: anche se il brand fa fatica a decollare in Italia, Samuel Ross è un designer sopra la media. Tra i promossi cito anche Etro, con una collezione fresca e solida al tempo stesso, come pure Tod’s. I capi must have saranno tanti, dal bomber al cappotto monopetto e al cardigan, fino al pantalone con elastico in vita o alle caviglie. La tendenza sarà un look casual, mescolato a capi di un'eleganza senza tempo. Per quanto riguarda la campagna vendita, questa stagione resterà virtuale, probabilmente anche a giugno. Speriamo sia possibile tornare a viaggiare da settembre».


Andrea Selvi
Men's buyer
LuisaViaRoma
Italia

«A livello di presenze, non c’è dubbio che Parigi si dimostri più appealing di Milano: gli eventi sono più numerosi e le grandi griffe sono tutte presenti. Positivo il fatto che a Milano stiano prendendo piede brand emergenti e indipendenti: una prerogativa che fino a poco tempo fa spettava a Londra. La collezione di Ermenegildo Zegna è stata davvero interessante per i materiali e per i volumi e anche vedere sfilare alcune modelle con look maschili è stato un esperimento gender fluid riuscito. Ben concepita Fendi, per quanto riguarda sia il prodotto, molto fresco, sia la presentazione. Tra i giovani è stata una bellissima sorpresa Federico Cina: il suo video è stato tra i più efficaci e anche la collezione ha un notevole potenziale, grazie a volumi interessanti e a una cartella colore accattivante. Non vendiamo questo marchio, ma sicuramente prenderemo contatti. Solid Homme è di sicuro un progetto molto particolare e Serdar è decisamente interessante: valuteremo se inserirlo nella nostra brand list. La collezione di Prada era molto forte a livello di immagine, ma i volumi e colori non sono semplici: sicuramente è una sfida sul fronte commerciale, anche perché immagino che i prezzi saranno alti. Etro mi ha colpito positivamente, nel giro di sei mesi ho visto una grande evoluzione in termini di freschezza, con un gioco di colori davvero bello. Msgm ha optato per un’ispirazione da alta montagna e il risultato è più che positivo. In generale si sente la mancanza delle sfilate in presenza, anche se in questo momento di limbo preferisco vedere film che raccontino l’ispirazione delle collezioni: le sfilate via streaming rischiano di appiattire tutto. L’auspicio è quello di tornare ben presto alla normalità, il nostro team intanto ricomincerà a viaggiare già da questa stagione. Organizzeremo appuntamenti fisici a Milano e Parigi per questa campagna vendita, perché è importante toccare il prodotto. I protocolli di sicurezza ci sono, vengono applicati scrupolosamente nelle showroom e questo ci tranquillizza nel portare avanti in presenza il nostro lavoro. Continueremo comunque a lavorare con le campagne vendite virtuali:Gucci ha sviluppato una piattaforna in house davvero completa e immersiva, poi ci sono casi come Zegna e Tom Ford che pur utilizzando le piattaforme tipo come Joor e NuOrder forniscono molto materiale extra che ci aiuta nel nostro lavoro».


Francesco Galli e Andrea Galbiati
rispettivamente ceo e senior menswear buyer
Folli Follie

«Prada, Fendi ed Ermenegildo Zegna sono state le nostre collezioni di ready to wear preferite, mentre per gli accessori non ci sono dubbi: il colpo di fulmine è per Prada. Tra i brand emergenti uno di quelli che più si sono fatti notare è Children of Discordance, mentre per quanto riguarda i must have di stagione sono tanti. Si va dalla maglieria Jacquard Knitwear ai pantaloni versione "relaxed", fino alla giacca formale destrutturata e, ovviamente, ai guanti in pelle di Prada, con una taschina incorporata. Quanto alla fashion week, inutile dire che sono mancate l'energia e la vitalità della manifestazione fisica e l'opportunità di vivere Milano con tutti i suoi appuntamenti. Ma in questo frangente sia i fashion film, sia le sfilate trasmesse in diretta streaming si sono rivelati produzioni ricchi di creatività e capaci di valorizzare in modo diverso dal solito le collezioni».

Joseph Brunner
Menswear Active and New Gen buyer
Browns
Regno Unito

«È stato notevole iniziare la stagione con questa fashion week, vedendo il livello raggiunto nel digitale dai marchi italiani, che come Milano hanno un dna importante. Bello vedere la città prendere vita, grazie ai concept online creati dalle griffe. Tra le collezioni più riuscite spicca Fendi, che allestito uno show spettacolare ma con un'atmosfera che definirei familiare: ho apprezzato sia la colonna sonora, che si adattava molto bene al concept, sia il contributo dell'artista Noel Fielding. Da inglese, è bello trovare un nome così amato dal pubblico britannico cooptato da un brand del lusso. Quanto alla seconda prova di Raf Simons al timone di Prada, insieme a Miuccia Prada, ho trovato azzeccate le tonalità, le forme e il fatto che, pur ritrovando i fondamentali del marchio, si evidenzi una componente inaspettata. Il risultato sono stati modelli indovinati e indossabili: quella che si sta consolidando tra Raf e Miuccia è la partnership del decennio. Da citare sicuramente anche Zegna, che ha giocato sulle stratificazioni di sapore loungewear, dopo il successo della collaborazione con Fear of God. Impossibile non segnalare A-Cold-Wall: la collezione disegnata da Samuel Ross ha inscenato uno show poetico, in sintonia con le ultime due stagioni ma con un'atmosfera più "adulta", segno tangibile della maturazione di questo designer. Un marchio ideale per la nuova generazione che compra da Browns».


Ahmet Öcal
Buying & Merchandising Director-Men Merchandise Group
Beymen
Turchia

«Prima dell’inizio della Milano Fashion Week la sfida sul terreno della creatività, della trasformazione verso il new normal e dell’innovazione era già aperta per tutta l’industria del settore. Questa edizione è stata la dimostrazione dell’abilità e del talento degli stilisti nel dare forma ai nuovi codici della moda dopo la pandemia. Gli show digitali hanno trasmesso un messaggio di ottimismo, stabilendo che il new normal non sarà solo legato al sentirsi bene, bensì al sentirsi meglio. “Più casual”, “più relaxed”, “più confortevole” sono state le espressioni chiave della kermesse. Abbiamo visto il genio cinematografico trasfuso negli show e questo ha aiutato molto nel percorso di trasformazione dal fisico al digitale. In particolare, tra i brand partecipanti Ermenegildo Zegna ha portato la settimana della moda a un nuovo livello. Alessandro Sartori con il suo set cinematografico ha mostrato di essere un fine conoscitore del tailoring moderno e un grande stilista, con il suo modo di mixare heritage e design. Un altro appuntamento imperdibile è stato quello con Prada. La sfilata ha avuto un notevole impatto, grazie all’utilizzo di diverse espressioni artistiche, in equilibrio perfetto tra loro. Molto forti anche Fendi ed Etro. Come dicevo, si avverte una notevole enfasi sul casual. Il risultato è che sono stati proposti molti capi outerwear lunghi e oversize e diverse proposte di maglieria. Si sono viste anche diverse giacche decostruite. Ma c’erano anche tante proposte che hanno ribadito l’importanza di vestirsi bene nel periodo post pandemico. Così saremo di nuovo chic, con mood diversi per quasi tutte le occasioni. Per quanto riguarda i budget della prossima stagione, siamo cautamente ottimisti».

 

Menswear team
Mytheresa
Germania

«Prada ed Ermenegildo Zegna sono state le migliori collezioni di ready to wear presentate a Milano, sul fronte accessori le nostre preferenze sono per Fendi e, ancora una volta, Prada: i suoi guanti con il mini-marsupio sul dorso della mano si annunciano tra gli highkighit di stagione, così come le borse over, che sembrano una delle macro tendenze in corso. È ancora presto per parlare di must have stagionali, ma pensiamo che nella lista rientrerà certamente il parka in re-nylon con fodere jacquard. Per quanto riguarda le modalità di presentazione delle collezioni, direi che i marchi si attengono principalmente a ciò che hanno fatto vedere già la scorsa stagione. Alcuni di loro organizzano una sessione interattiva dopo lo show o la presentazione, per condividere ulteriori approfondimenti e rispondere direttamente alle domande. In generale molti brand hanno potenziato la propria piattaforma digitale per la vendita e aumentato la qualità dei materiali extra da condividere con i buyer, come nel caso della piattaforma Joor. Rispetto alle risorse per la SS21, le cose stanno migliorando un po’».

Tiziano Cereda
Buyer
Biffi Boutiques
Italia

«In questa tornata di digital show e presentazioni mi ha colpito Sunnei, soprattutto per il modo di raccontare il prodotto e la collezione, attraverso una prospettiva all'insegna del gaming e strategie che coniugano personalizzazione e sostenibilità. Un altro marchio che ho apprezzato è Federico Curradi. A proposito di sfilate digitali, mi hanno emozionato soprattutto Fendi, Prada e Martine Rose. Per il prossimo inverno ci aspettiamo un abbigliamento sempre più ibrido, in cui i generi si mescolano prediligendo versatilità, comodità e qualità, per adattarsi a diverse occasioni d’uso. Fra i trend emerge la presenza di dettagli outdoor, inseriti anche in concetti più formali, un ampio utilizzo del trapuntato (con padded lining a vista), le mini-bag maschili e stivali o scarpe outdoor. Il 2021 per noi è cominciato con un’intensa voglia di ripartire, con grande concretezza. Per la prossima stagione fredda inseriremo quattro nuovi marchi nel nostro assortimento: Kapital Clothing, Bode, Martine Rose e Paraboot».

Matilde D'Ovidio
Ceo
Ratti Boutique
Pesaro
Italia


«In questa sessione di eventi online ho apprezzato in particolar modo il progetto digitale della sfilata di Prada, con la scenografia astratta di un luogo-non luogo proposta da Rem Koolhaas: un contesto perfetto per le forme e il concetto di tattilità interpretato da materiali e tessuti. Interessante anche il format interattivo scelto da Miuccia Prada e Raf Simons per confrontarsi con gli studenti subito dopo lo show su temi-chiave per la moda di oggi, come l'inclusività e la tecnologia».

Nella foto, da sinistra, la FW 21/22 di Ermenegildo Zegna, Prada e Fendi






an.bi., a.b., c.me., a.t. e e.f.
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