LA 50ESIMA EDIZIONE DEL SALONE ALLE STELLINE

Filo tra open innovation e internazionalizzazione

«Di edizione in edizione, in questi 25 anni siamo cresciuti senza mai preoccuparci troppo dei numeri, che comunque sono più che soddisfacenti, ma concentrandoci sulla qualità»: così Carlo Piacenza, presidente dell'Unione Industriale Biellese, stamattina (26 settembre), in occasione dell'inaugurazione di Filo.

Il salone B2B dei filati per tessitura - di scena fino a domani a Palazzo delle Stelline in corso Magenta a Milano - festeggia la 50esima edizione con 115 espositori di cui 43 stranieri, una media di 2.500 visitatori con gli stranieri in pole position «e un futuro all'insegna di due priorità: l'eccellenza, valore che coltiviamo da sempre, e l'internazionalizzazione, grazie anche alle sinergie con le istituzioni e con l'Ice».

Un ente, quest'ultimo, rappresentato all'incontro milanese da Marinella Loddo, che ha aggiunto una terza parola a quelle citate da Piacenza, ossia formazione. «È dal lavoro sull'intera filiera che nasce la massa critica - ha affermato Loddo - . Solo così possiamo affrontare in un'ottica win win, come direbbero i cinesi, i mercati globali. Limitarsi a esportare non basta».

Federica Dottori di Sistema Moda Italia si è riallacciata a queste considerazioni, sottolineando che «per il made in Italy non esistono ricette magiche, ma giuste strategie. Una sfida che vede noi dell'Area Promozione Internazionale di Smi in prima linea accanto alle imprese».

Imprese per le quali, fino a non molto tempo fa, era sufficiente investire in invenzione e innovazione, ma che ora - come ha puntualizzato Luca Ferrarese di Banca Sella - devono impratichirsi nella disruptive innovation.

«Un'espressione che riguarda l'intero assetto aziendale - ha chiarito -. Quindi non solo il prodotto ma anche i servizi e la gestione, in un'ottica di open innovation che porta a fare sistema e a uscire dal proprio seminato. Noi di Banca Sella ci stiamo mettendo alla prova, con ottimi risultati, attraverso il Fintech District, avviato nel 2017 a Milano, in collaborazione con Copernico».

«Il Fintech District - ha spiegato Ferrarese - è un hub all'interno del quale i principali operatori in ambito fintech presenti in Italia lavorano fianco a fianco, con l'obiettivo di fare networking, generare collaborazioni e attrarre nuovi investimenti. Il concetto di banca è superato e sostituito da quello di piattaforma: come cambiamo noi, così deve fare tutto l'ecosistema, tessile compreso».

Ultime battute con Stefano Fadda di Milano Unica, a proposito della collaborazione avviata circa un anno fa con Filo, che anche lo scorso luglio ha avuto uno spazio all'interno della rassegna di Fiera Milano Rho: «Un'intesa importante, molto apprezzata dagli addetti ai lavori, che dimostra come fare squadra sia utile e soprattutto possibile» (nella foto, l'area tendenze di Filo).

a.b.
stats