LA CLASSIFICA 2023 DI KANTAR BRANDZ

Lusso in pole position tra i 40 Most Valuable Brand italiani

Per il quinto anno consecutivo Gucci (nella foto) domina la classifica dei Top 40 Most Valuable Italian Brand stilata da Kantar BrandZ, società attiva nei settori marketing data e analytics, che prende in esame un panel di oltre 51mila intervistati su più di 1.190 marchi in 84 categorie, il cui valore complessivo è di 110,5 miliardi di dollari.

Finora il ranking riguardava 30 nomi, che ora salgono a 40: se si considerano i 30 come termine di paragone, il valore totale scende del 19% dal 2022, a quota 104,6 miliardi di dollari, a causa della combinazione tra l’impatto finanziario delle forze macroeconomiche e la normalizzazione successiva al biennio di crescita post pandemia. Rispetto al pre-Covid, tuttavia, il valore dei Top 30 cresce del 2%, rimanendo il quarto più alto nel ranking di BrandZ Europa.

Nella Top 40 si nota che il lusso occupa un posto di riguardo: a parte il posizionamento di Gucci, che precede Enel e Kinder sul podio, troviamo al sesto posto Prada e al settimo Fendi, per un totale di 10 marchi di alta gamma presenti in classifica - comprese le new entry Valentino e Dolce&Gabbana - con il 40% del valore totale.

Come sottolinea Federico Capeci (managing director C&S Europe HiPo Markets di Kantar, «per molti business, nonostante i loro financial asset abbiano subito un duro colpo nel 2022, la proporzione del valore proveniente dai loro marchi rimane eccezionalmente forte».

Secondo Capeci, «i Top 40 italiani hanno costruito relazioni estremamente significative con i loro consumatori, preservando la propria brand equity e navigando attraverso le recenti intemperie, con la capacità di rialzarsi tempestivamente. Aumentare la brand equity, ossia la percezione della forza del brand da parte dei consumatori, è la modalità migliore per generare crescita in questo clima imprevedibile».

Consumatori che, come fa notare Kantar BrandZ, sono sempre più sensibili ai prezzi, che li guidano nel 29% dei casi: quindi l’alternativa è tra ridurre i listini - e i margini - e alzare l’asticella nella qualità e nel valore.

La più grande opportunità da sfruttare, conclude il manager, «è l’innovazione, andando oltre al solo R&D dei prodotti». L’impegno nella sostenibilità può fare la differenza, essendo questo asset diventato tre volte più importante nello spingere il percepito di un marchio rispetto a 10 anni fa, al punto che oggi il 45% della brand reputation si lega a questo tema.

 

 

a.b.
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