La classifica annuale di Interbrand

I marchi francesi migliori del mondo: Vuitton, Chanel ed Hermès al top. Gucci campione d’Italia

Trentuno miliardi e settecentoventi milioni di dollari, il 2% in meno di un anno fa. È questo il valore di Louis Vuitton secondo il Best Global Brands 2020 Report redatto da Interbrand, che raccoglie i 100 marchi che valgono di più al mondo.

La maison di Lvmh occupa la prima posizione nel settore lusso della graduatoria (e la 17esima a livello globale), precedendo altre due realtà francesi: Chanel (21,2 miliardi di dollari, - 4% rispetto al 2019) ed Hermès (17,96 miliardi di dollari, stabile sul al 2019), rispettivamente al secondo e terzo posto nella luxury chart.

A interrompere il dominio francese ci ha pensato Gucci, che si trova al quarto posto (e al 32esimo generale), con un valore stimato di 15,67 miliardi. Un piazzamento che consente alla griffe della doppia G di confermarsi - ed è la 21esima volta consecutiva - il marchio italiano numero uno del Best Global Brands Report.

@ambercashmer

Anche Gucci però, come Vuitton e Chanel che lo precedono nel ranking, registra una leggera decrescita rispetto allo scorso anno, quando il valore del suo brand era pari a 15,9 miliardi. Ma quest’anno il segno meno è una costante per le aziende del luxury presenti nella top100 di Interbrand, penalizzate più di altre dalla pandemia.

Dopo aver conquistato il titolo di settore a maggiore crescita per due anni consecutivi, infatti, il lusso registra nel 2020 una battuta d’arresto, con una decrescita del valore compresa tra l’1% e il 9% per tutti i brand del comparto, tranne il già citato Hermès, rimasto stabile.

«L’attuale crisi sanitaria ed economica non sarà una fase momentanea, ma segna la transizione verso un mondo diverso, dominato da nuove priorità, aspettative, possibilità e responsabilità - osserva Manfredi Ricca, global chief strategy officer di Interbrand -. Per essere rilevante, qualsiasi brand dovrà riflettere una chiara agenda tecnologica, sociale e ambientale, basata su una profonda comprensione delle necessità delle persone».

«Fattori esterni, come quelli che stiamo vivendo, possono rendere la vita di un'azienda più difficile, ma non soffocarne i valori - ha dichiarato Marco Bizzarri, ceo di Gucci commentando la classifica -. Ecco perché sono molto orgoglioso del nostro risultato nella Best Global Brands 2020, che ci vede ancora una volta al primo posto tra i marchi italiani. Ora più che mai abbiamo bisogno del nostro spirito - abbiamo bisogno dei nostri valori, di tutto ciò che ci rende diversi e speciali, per guardare avanti. Parametri come "coerenza" della nostra narrative e "coinvolgimento" della #GucciCommunity sono stati la chiave di questo successo».

A tenere alta la bandiera italiana non c'è solo Gucci: tra le nove aziende di lusso presenti nella classifica di Interbrand c’è anche Prada, che conquista la 99esima posizione. Nonostante una flessione del 6% e un valore stimato di 4,49 miliardi, la griffe è risalita di una posizione.

«I brand italiani hanno dimostrato come chiarezza di visione, resilienza e capacità di cambiamento siano stati fondamentali per affrontare le conseguenze della pandemia in ambiti premium nei quali operano», afferma Lidi Grimaldi, managing director della sede italiana di Interbrand- «Le loro - aggiunge - sono storie di grande interesse il cui denominatore comune è la determinazione nel perseguire e valorizzare il proprio dna».

Tra il quarto posto di Gucci e il nono di Prada si trovano nell’ordine Cartier, Dior, Tiffany&Co. e Burberry, replicando la stessa successione di un anno fa.

Tra le 100 aziende che valgono di più al mondo, il fashion system non è rappresentato esclusivamente dal comparto luxury. Nella classifica globale infatti compaiono anche due colossi dello sportswear come Nike (in quindicesima posizione con 34,38 miliardi di dollari, in crescita del 6%) e Adidas (50esimo, 12 miliardi di dollari, +1%).

Ma è il mondo del fast fashion quello che sembra aver sofferto di più l'effetto della pandemia da Covid-19: a seguito della chiusura di numerosi punti vendita, il valore del brand di Zara (#35) e H&M (#37) scende rispettivamente del 13% e del 14%, con un conseguente calo di almeno sei posti rispetto all’anno scorso.

L’indagine Interbrand riguarda tutti i settori produttivi. Quest’anno la tecnologia ha tolto al lusso il titolo di ambito con la crescita più rapida e sempre tech sono anche i brand best performer: Amazon, Microsoft, Spotify e Netflix. Cambia anche il podio della chart globale: Apple si conferma leader assoluta, ma Microsoft supera Google e sale al terzo posto.

 

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