la griffe va per vie legali

Hermès vs Mason Rothschild, creatore delle MetaBirkins

Le MetaBirkins (nella foto) create dall'artista di Nft Mason Rotschild fanno il botto sul web, ma Hermès non ci sta e va per vie legali.

Benché non esistano dichiarazioni ufficiali da parte della griffe, thefashionlaw.com cita un documento di 47 pagine inviato alla Southern District Court di New York, in cui la maison francese attacca Rothschild in quanto «speculatore digitale, che vuole arricchirsi facilmente aggiungendo al marchio registrato Birkin, universalmente riconosciuto, un generico suffisso "Meta", senza averci interpellato e violando le leggi in materia di trademark».

Solo per dare un'idea del business collegato alle MetaBirkins, il primo pezzo della versione Nft delle iconiche borse, parte di una limited edition di 100 modelli, sarebbe stato venduto a 42mila dollari, senza che Hermès desse alcuna autorizzazione.

Sempre secondo thefashionlaw.com, uno dei marketplace specializzati in Nft, OpenSea, dopo le rimostranze della casa di moda avrebbe prontamente rimosso dalla propria offerta le creazioni incriminate. Rothschild a quel punto non si sarebbe scoraggiato e le avrebbe trasferite sulla piattaforma MetaBirkins Rarible Store, il primo passo per «costruire un mercato per il resale, la vendita e lo scambio delle sue MetaBirkins», contando su una community legata a questi prodotti virtuali.

La replica di Rothschild via Instagram non si è fatta attendere ed è tutt'altro che morbida. «Non ho ricevuto copia della citazione in giudizio - scrive -. Io e i miei avvocati abbiamo comunque analizzato le accuse di Hermès, certi che sono infondate: siamo pronti a impugnarle in tribunale, dando così vita a un precedente».

«Non creo, né vendo borse Birkin - precisa -. Le mie sono opere d'arte che raffigurano delle Birkin bag immaginarie, ricoperte in pelliccia, che io posso realizzare e vendere: lo sostengono i miei avvocati di Lex Lumina Pllc basandosi sul Primo Emendamento, che ha permesso per esempio a Andy Warhol di commercializzare le sue riproduzioni dei barattoli Campbell».

Di conseguenza Mason si sente pienamente in diritto di usare il termine MetaBirkins, «per descrivere in modo veritiero quello che la mia arte raffigura e per fare commenti artistici su queste borse e sul brand Birkin».

«Il mio vendere arte usando gli Nft - aggiunge - non cambia il fatto che, appunto, si tratta di arte. È chiaro, leggendo le motivazioni di Hermès, che il marchio non capisce cosa sia o cosa faccia un Nft».

«Io e i miei legali abbiamo cercato di essere ragionevoli - conclude -. Inizialmente Hermès ha mandato una lettera in cui minacciava un'azione legale, in seguito alla quale ho smesso subito di realizzare le MetaBirkins. Abbiamo anche scritto alla maison, spiegando che non facevo nulla che non rientrasse nei miei diritti e cercando una risoluzione attraverso una conversazione informale tra me e i portavoce di Hermès, che invece ora mi fa causa. Spero che il brand capisca che queste accuse non mi intimidiscono».

 

a.b.
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