La Spagna è il maggiore buyer

Moda junior: nel 2022 cala l'export e cresce l'import

La moda junior torna a frenare nel 2022. Secondo le stime preliminari del Centro Studi di Confindustria Moda il fatturato del settore (abbigliamento, intimo e accessori per il target 0-14 anni) dovrebbe registrare una flessione del 3,8% a 2,93 miliardi di euro, dopo il +15% del 2021.

Come osservano gli economisti, a fronte di una vivace crescita delle importazioni (+20% a 2,37 miliardi), l’anno è stato caratterizzato da un calo non trascurabile delle esportazioni, scese dell'8,8% a 1,19 miliardi.

In base alle previsioni di Confindustria Moda, i consumi nazionali (consumi delle famiglie, dei consumi extra-familiari e scorte) sono ipotizzati in crescita del 4% rispetto al 2021 a 4 miliardi di euro, ma ancora inferiori (-2,4%) rispetto al pre-pandemia.

Per un dettaglio sui mercati esteri, l’analisi è circoscritta al solo abbigliamento per neonati (unico segmento del childrenswear per il quale si possono isolare le voci doganali di pertinenza e i flussi commerciali per nazione). Secondo quanto rilevato dall'Istat, nei primi nove mesi del 2022 l’export di moda bébé ha accusato un -8,8% a 121,9 milioni di euro.

Fra gennaio a settembre 2022 la Spagna si conferma per il terzo anno consecutivo il primo sbocco, nonostante i minori acquisti (-2,7%). Mantiene il secondo posto la Svizzera (tradizione hub logistico/distributivo del fashion), pur con una flessione dell’11,2%. La Francia registra un -11,9% e il Regno Unito un -2,6%.  In controtendenza la Germania, in aumento del 6,6%, e gli Stati Uniti, con un +13,1%. Crescono inoltre le vendite di moda neonato destinate al mercato russo (+7,8%), mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno ridotto le importazioni del 43,3%. A doppia cifra la Corea del Sud con +10,5% nei nove mesi (nella foto, due look Monnalisa).

e.f.
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