l'analisi di Confimprese

Primo weekend di saldi deludente: acquisti in flessione del 20%

Non è andato come speravano i commercianti il primo weekend di saldi estivi, che solitamente è quello di maggior traffico. Secondo l’indagine del Centro Studi Retail di Confimprese, le svendite di abbigliamento e accessori del fine settimana del 2-3 luglio non sono riuscite a riparare i danni delle perdite, nell’ordine del 19%, accusate nei primi cinque mesi del 2022.

L’86% delle aziende interpellate – per il 70% imprese del comparto abbigliamento-accessori e per il 30% retail - dichiara infatti un andamento allineato o peggiore rispetto al primo weekend di sconti dell’anno scorso, con una flessione degli acquisti che per il 43% dei casi è stata superiore al 20%.

Le motivazioni sarebbero molteplici, ma per la maggior parte degli intervistati sono da attribuire all’andamento dei prezzi (50%) e alla conseguente riduzione del potere di acquisto delle persone (75%).

Meno determinanti, invece, la situazione geopolitica e la preferenza dei consumatori per altre attività da svolgere nel tempo libero: spiegazioni plausibili solo per il 13%.

Se abbigliamento e accessori battono la fiacca, il settore retail (casa, food retail, salute e benessere) invece mostra segnali più dinamici, con crescite non inferiori al 10% e per il 67% dei casi che arrivano fino al 20%.

«I dati emersi non sorprendono, in quanto il caro prezzi morde i consumi e crea un clima di incertezza che suggerisce la massima cautela - commenta Mario Maiocchi, direttore del Centro studi retail Confimprese -. La partenza difficile di abbigliamento-accessori con un negativo a doppia cifra il primo weekend, che in genere è quello di maggiore traffico nei negozi in periodo di saldi, avrà un impatto importante sui bilanci aziendali e implica probabili giacenze di invenduto a fine stagione».

«Il migliore andamento di altro retail - aggiunge - riflette invece lo stato dell’arte del settore che, anche nei momenti critici della pandemia, ha sempre tenuto la barra più dritta rispetto al resto del mondo dei consumi».

a.t.
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